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caos inceneritore

Dipendenti licenziati, in sedici resteranno per fare manutenzione

Giulia Sili
Dipendenti licenziati, in sedici resteranno per fare manutenzione

Le lettere stanno arrivando e sono retroattive al 1° aprile: alcuni lavoreranno per Sei Toscana o alle Strillaie

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SCARLINO. C’è chi rimarrà sull’impianto di smaltimento rifiuti della Piana di Scarlino e chi passerà alle Strillaie di Grosseto o a Sei Toscana, c’è poi chi è stato assunto alla Venator e chi potrebbe avere un posto alla Crosa; non manca poi chi ha scelto di rimettersi a studiare. In questi mesi è cambiato molto lo scenario lavorativo dei trentasei dipendenti di Scarlino Energia che dallo scorso gennaio, con la sentenza del Consiglio di Stato, hanno visto decretata la chiusura del cogeneratore di Scarlino. Per loro è stato attivato un tavolo di crisi in Regione Toscana ma la metà degli ex dipendenti ha già trovato un nuovo impiego più o meno stabile o, comunque, una soluzione alternativa. Come da accordi presi con il sindacato sedici dipendenti rimarranno al lavoro: alcuni nell’impianto di Scarlino per occuparsi della manutenzione e della sicurezza, altri dovrebbero trovare impiego alla discarica delle Strillaie di Grosseto e altri dovrebbero confluire in Sei Toscana.Lo scorso 26 marzo il Tirreno aveva poi dato notizia di sei posti immediatamente disponibili alla Crosa di Scarlino e uno dei licenziati da Scarlino Energia, presentando la propria candidatura, ha ricevuto una risposta affermativa. Spetterà adesso a lui decidere se accettare o meno l’impiego a tempo indeterminato. Un’altra storia è quella di Renzo Leone, il massetano di 43 anni che non ha aspettato la lettera da parte dell’azienda ma ha dato le dimissioni ed ha cercato un nuovo impiego. Adesso Renzo lavora in Venator con contratto a tempo determinato.Nei giorni scorsi il Tirreno aveva poi raccontato della scelta del trentacinquenne Marco Vichi di rimettersi a studiare in vista di un futuro migliore. Simone Ticciati, 43 anni gavorranese, è tra i lavoratori che dovrebbero rimanere nell’impianto: «Serviva del personale per fare mantenimento sull’impianto - spiega - e alcuni di noi rimarranno. I licenziamenti stanno arrivando in questi giorni e saranno retroattivi al 1 aprile. Ognuno avrà poi dei tempi di preavviso che variano in base alle qualifiche e all’anzianità». Marco Vichi, ha invece realizzato una raccolta fondi per chiedere un aiuto per lo studio: «La lettera non cambia nulla - dice - ce l’aspettavamo da tempo. Ho deciso di rimettermi a studiare e ho realizzato la raccolta fondi per offrirmi qualcosa di meglio anche se effettivamente mi aspettavo un po’più di aiuto da parte di qualche politico. Mi hanno sorpreso invece Leonardo Marras e il sindaco di Gavorrano Andrea Biondi che hanno fatto una donazione per la mia causa». «Sono stato assunto alla Venator a tempo determinato per sei mesi - dice Renzo Leone, un figlio piccolo e un altro in arrivo - L’assunzione è stata fatta una settimana fa. Mi sono licenziato e sono andato a provare la fortuna in Venator, ero tra quelli ai quali sarebbe arrivata senza dubbio la lettera di licenziamento. Avevo mandato da tempo il curriculum in azienda e sono stato chiamato, una fortuna per l’età che ho. Adesso sono operatore, parto dal basso. A Scarlino Energia ero capoturno».

Per Furio Santini della Cgil ci sono poi anche altre prospettive: «Dovrebbe aprire un nuovo impianto a Monterotondo Marittimo da parte di Solemme e poi ci sono delle possibilità sulle linee ferroviarie. Inoltre Scarlino Energia dovrebbe dare in affitto il laboratorio di analisi e lì dovrebbero restare altre due o tre persone - dice - l’appello però è per le istituzioni. Noi il nostro lavoro lo abbiamo fatto in maniera celere, adesso tocca a loro».

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