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Inverno senza piogge, è allarme siccità Si va di nuovo verso lo stato d’emergenza

Gabriele Baldanzi
Inverno senza piogge, è allarme siccità Si va di nuovo verso lo stato d’emergenza

Le associazioni degli agricoltori hanno chiesto l’intervento della Regione: deficit di pioggia del 30% rispetto a 20 anni fa

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«Ad aprile una goccia vale mille lire». Recita così un vecchio detto toscano, mai tanto valido come in questi giorni.

La siccità, infatti, sta diventando un’emergenza permanente.

La carenza di piogge che interessa principalmente la costa grossetana, l’Ombrone, l’area Fiora-Albegna, con apporti pluviometrici che si attestano su livelli lontani dai valori medi del precedente trentennio, preoccupa tutti, a ogni livello: in prima battuta gli agricoltori, ma anche ambientalisti, amministratori grossetani e fiorentini. E poi coloro che l’acqua devono gestirla, anzi centellinarla: i vertici di Acquedotto del Fiora.

Il 2019 si è presentato con una forte connotazione siccitosa, come già era accaduto nel 2003, nel 2007, nel 2012 e nel 2017. Anni di enormi difficoltà e danni significativi a flora e fauna. In Maremma il deficit di pioggia, nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio, è stato del 30 per cento rispetto ai vent’anni precedenti. Un inverno decisamente avaro.

Se infatti gennaio è in linea con la media climatologica, registrando un surplus di 6 mm, sia a dicembre – con 43 millimetri contro un valore normale di 74 – che a febbraio (con un valore di soli 22, 4 millimetri contro una media climatologica di 48), le piogge sono state decisamente scarse.

Nel complesso l’inverno 2018-2019 ha registrato un valore cumulato di soli 114 millimetri contro un valore medio climatologico che per tale periodo supera i 165. Non solo. I report indicano l’ultimo inverno come il 23esimo più caldo dal 1800 a oggi.

Il governatore Enrico Rossi è stato già sollecitato dalle associazioni di categoria del mondo agricolo e nei prossimi giorni – il rumors arriva da Firenze – potrebbe annunciare l’ennesimo stato di emergenza per la siccità, con un piano di azione immediato e una campagna contro gli sprechi. Rossi procederà sulla base delle valutazioni dei tecnici che in queste settimane hanno monitorato la situazione idrologica della Toscana, sia per quanto riguarda i consumi domestici sia per quanto riguarda le esigenze dell’agricoltura e del sistema produttivo. È la terza emergenza per siccità che si verifica negli ultimi dieci anni, a dimostrazione di un mutamento climatico con cui è necessario fare i conti.

Nelle prossime settimane sarà di nuovo chiesto ai sindaci maremmani di formulare delle “ordinanze restrittive” per un uso corretto dell’acqua, evitando tutti i possibili sprechi. La carenza di acqua, d’altra parte, è ormai conclamata. Sorgenti, fiumi, torrenti, invasi sono già in sofferenza da tempo e i meteorologi non prevedono precipitazioni in grado di recuperare. Preoccupa, di pari passo, la situazione sul fronte degli incendi. A causa della siccità, dopo un 2018 tutto sommato tranquillo, è tornato ad aumentare il numero degli incendi: in Toscana se ne contano oltre 250 nei primi tre mesi. Il comprensorio grossetano è tra quelli più colpiti dal problema.

Le maggiori criticità nei bacini non connessi al sistema dell’Amiata, ma al perdurare della siccità – ormai è prassi – entreranno in crisi anche alcuni sistemi interconnessi con le sorgenti del Fiora, cioè i punti più distanti come Follonica, Massa Marittima e alcune zone costiere. Rossi, era già accaduto due anni fa, potrebbe ricostituire la task force (formata oltre che dalla Regione, dall’Autorità idrica Toscana, dalle Autorità di bacino distrettuali, dai Comuni e dalle Aziende sanitarie) per attuare un piano straordinario di interventi tesi a mitigare entro l’estate gli effetti della carenza idrica, che è già misurabile nei fiumi come l’Ombrone, ma anche nei corsi d’acqua minori o, nel caso della Maremma, nelle aree protette come la Diaccia Botrona e la Trappola. —

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