Il Tirreno

Grosseto

verso le elezioni 

Dimissioni choc in consiglio Aloisi se ne va dopo la manovra

Alfredo Faetti
Dimissioni choc in consiglio Aloisi se ne va dopo la manovra

Farmacia comunale, project parcheggio e variante urbanistica i temi di scontro Benini: «Mi aveva chiesto la garanzia di un posto in giunta, non gliel’ho data»

4 MINUTI DI LETTURA







Il congedo resta impresso nella registrazione streaming della seduta pubblicata sul sito del Comune. «Per quanto mi riguarda è finita una stagione – dice il socialista Alberto Aloisi – Penso di congedarmi così da voi: il bilancio a livello di giunta è già stato approvato, il mio compito di esaurisce qui, buona fortuna a tutti, da questo momento non sono più l’assessore al Bilancio del Comune di Follonica». E con un sorriso a denti stretti, passa il microfono a un impassibile – se non perplesso – Andrea Benini, che più si avvicina alle elezioni amministrative e più perde pezzi della sua maggioranza. «Mi sono state poste invece questioni di poltrone, garanzie che avrei dovuto dare e che non ho dato», dice il giorno dopo lo stesso Benini riferendosi ad Aloisi e al Psi in generale.

La versione dell’ormai ex assessore però è ben diversa e fa riferimento ad alcune decisioni non condivise con l’amministrazione. Il caso politico, però, intanto è esploso. Le dimissioni di Aloisi, al grande pubblico, sono state rese note da lui stesso attraverso un post sulla sua pagina facebook. «Per quanto mi riguarda ce l’ho messa tutta», è la chiosa sul social. Ma per gli addetti ai lavori, il caso era già esploso lunedì sera non appena l’ex assessore ha chiuso il suo intervento.

Il capogruppo di Forza Italia Sandro Marrini dai banchi dell’opposizione ha parlato di un «terremoto politico», invitando Benini a dare le dimissioni. «Non avete più la maggioranza», ha tuonato l’azzurro. In realtà, i numeri per governare il sindaco li ha ancora e non ha mancato l’occasione per ribadirlo.

Benini però, replicando a chi lo invitava a seguire l’esempio di Aloisi, ha rivelato un passaggio che alla luce del giorno dopo getta un alone di mistero sulla decisione dell’assessore. «Ci siamo parlati prima della seduta, è una scelta condivisa – ha raccontato in sala Benini lunedì sera – Un fatto che si è reso ormai chiarissimo», facendo riferimento al passo indietro dalla maggioranza arrivato settimana fa da parte del presidente del consiglio comunale Francesco De Luca e il consigliere Francesco Aquino, ormai già dirottati con Psi e Verdi verso una lista autonoma, come hanno confermato tre giorni fa i due partiti annunciando la ricerca di un candidato condiviso anche con i due “Franceschi”. «Una scelta condivisa», ha detto appunto Benini. Ma quel che è emerso il giorno dopo, ossia ieri, non ha il suono armonioso di una condivisione d’intenti. Perché se da una parte Aloisi ha annunciato che si candiderà con Verdi e Psi ma solo come consigliere e non come sindaco, dall’altra Benini non è andato tanto per il sottile. «Io non mi ricordo di battaglie nel merito e divergenze programmatiche che mi sono state poste dal Partito socialista, né piccole questioni né grandi. Mi sono state poste invece questioni di poltrone, garanzie che avrei dovuto dare e che non ho dato – dice il sindaco in una nota – Non ci sarebbe stata una scelta a priori contro i socialisti, ma contro gli accordi a prescindere prima, accordi sui posti e non sui contenuti».

La risposta ironica di Aloisi è arrivata, ancora una volta, via social. «Talmente attaccato alla poltrona che ho dato le dimissioni», scrive quell’assessore socialista che nel 2014 rappresentò la sorpresa della neo composta giunta Benini, a cui il sindaco affidò deleghe importanti come il Bilancio appunto, ma anche Patrimonio, Politiche del Mare e Carnevale. Ma se non è la poltrona, quali sono stati i punti di rottura? In un primo momento in molti hanno pensato all’aumento delle nuove aliquote della Tari (la tassa sui rifiuti), ma in una dichiarazione lo stesso Aloisi ha spiegato che queste sono scelte esclusive dell’Ato Rifiuti. No, sono altri i temi scottanti che hanno portato il socialista a smarcarsi dalla maggioranza, come la farmacia comunale, il cosiddetto project parcheggio e la variante urbanistica in discussione. Temi che hanno spinto a seguire la strada già tracciata da alcune settimane dal suo partito, il Psi, ormai ai ferri corti con Benini, anche nell’ottica di un eventuale ballottaggio a giugno.

Il centrodestra intanto non si è certo fatto mancare l’occasione di affondare il colpo. «Se alla rottura con il Partito socialista si aggiungono le tante critiche sferrate all’amministrazione comunale nel corso del mandato da un’altra forza di maggioranza, cioè la lista civica Gente di Follonica, non si può che arrivare alla conclusione che Benini in cinque anni non ha trovato il sostegno neppure di chi ha governato con lui», dice il candidato Massimo Di Giacinto, parlando di una giunta che sembra essere «ormai allo sfascio». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web