Il dolore
Sangue, donatori in calo Avis li “acchiappa” con caffè e brioche
castel del piano. Come si convincono le persone a diventare donatori del sangue? Prendendole per la gola. È questo il piano per l’Avis Castel del Piano del presidente Mauro Ravagni che suona l’adunata ai donatori a colpi di cappuccino e brioche. L’Avis è in affanno, le donazioni sono in calo e c’è bisogno di ricompattare le fila dei donatori di una sezione che ha contribuito in modo notevole all’autosufficienza di sangue in Toscana.
Il presidente scrive ai donatori una lettera e li tranquillizza: finalmente, dice, il ristoro post donazione è uguale per i donatori di tutta la regione. Un punto a favore dell’Avis che per questa ragione ha visto l’allontanamento di diversi donatori nel corso dell’anno.
L’appello accorato di Ravagni parte dai ringraziamenti a chi dona «per salvare o migliorare le condizioni di vita di molti ammalati. Noi siamo sempre stati una Sezione all’avanguardia e trainante – rammenta – siamo cresciuti molto negli ultimi anni fino ad arrivare a 428 donatori attivi raddoppiando gli iscritti negli ultimi 10 anni, con oltre 728 donazioni nel 2018, un bel numero, ma in calo di 25 unità rispetto al 2017».
La preoccupazione del presidente è però per «un certo distacco da parte di nostri donatori come se ci fosse un rilassamento un po’troppo marcato, visto che nel 2018 45 nostri donatori non hanno fatto nemmeno una donazione. Sono tanti, il 10% circa del totale. Mi ricordo che 7 anni fa crescevamo del 5% ogni anno; oggi purtroppo non è più così. È questo che preoccupa tutto il consiglio che fa di tutto per migliorare e stimolare a donare di più, perché non siamo in grosse emergenze ma in una carenza giornaliera e tutti i giorni c’è qualche gruppo di sangue che ci viene segnalato dal Meteo del sangue regionale».
Finalmente «dopo anni di lotta con l’azienda sanitaria con cui chiedevamo di quantificare cosa spetta al donatore per il ristoro post donazione – dice – finalmente lo abbiamo saputo: spettano 2 pezzi dolci più un cappuccino o un caffè. Oppure un pezzo salato e una bibita. Finalmente dopo tante lotte siamo riusciti ad avere il ristoro uguale in tutta la Toscana e finalmente non vi sentirete più chiedere di pagare delle differenze di costo, naturalmente se rimanete all’interno di questa convenzione». — F.B.
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