Sicurezza
Poltrone nelle partecipate, è tempo di grandi manovre
Vacanti ci sono ruoli-chiave come la presidenza di Sistema e un posto nel Cda del Fiora La Lega muove le sue pedine Ecco il quadro dei papabili
Sono in vista alcuni avvicendamenti ai vertici delle più importanti società partecipate dal Comune di Grosseto. Un posto pesante, tra quelli che si liberano, lo occuperà subito la Lega. In ballo adesso c’è la presidenza di Sistema e il posto nel Cda del Fiora. Tra qualche mese la presidenza delle Farmacie Comunali (verrà rinnovato tutto il consiglio e il collegio sindacale) e la presidenza dell’Epg, già in quota Carroccio.
Ieri pomeriggio era in programma un tavolo politico del centrodestra. Dalla riunione dei capigruppo in consiglio doveva uscire una bozza d’accordo, i possibili nuovi assetti.
Di certo si andrà in una direzione ben precisa, con il partito di Salvini che chiede ruoli e visibilità, provando a piazzare i suoi uomini. In bilico, fortemente in bilico, restano quindi l’avvocato Roberto Baccheschi (Maremma Migliore) e l’imprenditore Leonardo Lazzerini (vicino alla lista Vivarelli Colonna). Al loro posto potrebbero subentrare, con tempi diversi, Luigi Colomba (al Fiora) – adesso – e il commercialista Paolo Prisciandaro (alle Farmacie) – tra un anno esatto. Prisciandaro, peraltro, è l’attuale presidente del collegio sindacale delle Farmacie.
Discorso diverso per l’Epg, l’Edilizia Provinciale Grossetana. L’assemblea degli amministratori dei Comuni soci è prevista in autunno. Grosseto ha espresso a suo tempo Claudio Trapanese proprio su indicazione della Lega. Ci sarà tempo per decidere sull’eventuale riconferma. Ma come ha fatto, alla fine, Mauro Squarcia (in quota Forza Italia) a strappare la riconferma, in un ruolo di potere che la Lega, fino a qualche mese fa, voleva ottenere a ogni costo? Sistema, società partecipata al 100% dal Comune di Grosseto, è una macchina dai meccanismi ben lubrificati, una sorta di superassessorato dove chi guida è solitamente un uomo delle imprese. Prima Gabriele Fusini (Cna), poi Squarcia (Confartigianato), hanno svolto il lavoro in silenzio, senza fare ombra alla politica, in armonia con il direttore Alberto Paolini. Cambiare significherebbe mettere in discussione equilibri delicati. Vivarelli Colonna lo sa bene. Nel caso di Squarcia avrebbero pesato anche le amicizie romane. Per anni, infatti, da presidente nazionale degli autotrasportatori di Confartigianato, Squarcia ha coltivato contatti importanti anche nelle varie compagini di governo. Tra questi il coetaneo Giancarlo Giorgetti, uno dei volti moderati della Lega, conosciuto ai tempi in cui era sottosegretario ai trasporti. Non solo, su Squarcia si concentrano anche consensi bipartisan in ambito associativo locale e regionale, con l’appoggio incondizionato di Gianni Lamioni e di gran parte del mondo economico grossetano. Insomma, “segarlo” non era un’operazione agevole e la Lega ha preferito usare buon senso e puntare su altri obiettivi. –
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