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marina di grosseto 

Cavo elettrico sul tronco secco lì dal 2012: è polemica

F.F.
Cavo elettrico sul tronco secco lì dal 2012: è polemica

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marina di grosseto. Quanto dura un’emergenza? La concitazione seguita all’alluvione del 2012 può avere ancora ragione di essere nel 2019? La percezione del tempo, si sa, può cambiare, ma quando si parla di corrente verrebbe da pensare che il tempo si accorci in un attimo. Un baleno.

E invece c’è un cavo della corrente elettrica “provvisorio”, o per lo meno nato come tale, che da sei anni e mezzo penzola a Marina di Grosseto. E già questa è notizia che parla da sola. Il bello – o il brutto, viste le circostanze – è che questo cavo non è attaccato a un palo ma a un pino. Un pino secco. Succede in viale Montecristo, all’incrocio con via del Giglio. Nello spartitraffico c’è un pino secco dal 2016. Il Tirreno ne ha dato notizia nei giorni scorsi dopo la protesta di un abitante che lamenta di aver visto seccare cinque suoi pini, infettati – sostiene – dallo stesso insetto che ha ucciso quel pino, senza che il Comune abbia mai risposto al suo appello di tagliarlo prima che contaminasse gli alberi intorno. Ma questa è un’altra storia.

Lo sfortunato pino, infatti, già prima di essere attaccato dall’insetto killer era stato utilizzato dall’Enel come sostegno per un cavo di alimentazione dell’energia dal 2012.

«Ce l’hanno messo quando venne l’alluvione di Albinia», ricorda Carlotta Ciacci, che abita in via del Giglio. «Quella sera anche qua a Marina venne giù il finimondo – spiega – e andò via la luce. Ovvio che nell’emergenza riattivare la corrente a Marina passò in secondo piano. E così l’Enel venne a mettere questo cavo provvisorio che parte da quel pino e ne attraversa altri tre».

Da allora l’acqua è defluita, c’è stato tempo per ricostruire argini e ponti, ma il cavo è sempre lì. «Abbiamo mandato segnalazioni e raccomandate – dice ancora Carlotta – ci sono stati dei sopralluoghi dell’Enel, ma niente. E siamo molto preoccupati. È un cavo dove passa la corrente ed è attaccato a un pino secco. Ma se ci fosse un surriscaldamento? Se per caso prende fuoco? Qui brucia tutto. È una bomba».

Il Tirreno ha chiesto spiegazioni a Enel. «E-Distribuzione, la società del Gruppo Enel che gestisce la rete elettrica di media e bassa distribuzione, informa che si tratta di un cavo elettrico aereo di bassa tensione per l’alimentazione elettrica in sostituzione di un tratto di cavo interrato che era risultato danneggiato e per il quale occorreva individuare un nuovo tracciato nell’ultimo tratto di collegamento alle utenze. L’azienda sta lavorando alla progettazione del nuovo tratto per chiedere autorizzazione scavi all’amministrazione comunale e procedere con la realizzazione dell’intervento e la rimozione del tratto di linea aerea provvisoria, che comunque risulta in sicurezza».

Se poi il Comune decidesse di tagliare il pino secco, «con una autorizzazione urgente si può procedere con più velocità», spiega ancora Enel.

Ma cosa aspetta il Comune a tagliare il pino? Stavolta è il Comune a rispondere: l’attesa, si apprende, dipende dalla Soprintendenza – Marina è zona vincolata – che deve rilasciare l’autorizzazione a tagliare l’albero. Non è stato però possibile verificare quando la richiesta sia stata inoltrata. Maggiori dettagli si dovrebbero apprendere oggi. —F.F.

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