Il Tirreno

Grosseto

la comunità in lutto 

Mamma racconta: così salvò la vita a me e a mia figlia. Grosseto piange il ginecologo Colosi

Elisabetta Giorgi
In tantissimi alla camera mortuaria per dire addio al ginecologo
◗
In tantissimi alla camera mortuaria per dire addio al ginecologo

Tantissimi i messaggi di commozione e i ricordi delle pazienti per la scomparsa del medico. I funerali il 1° aprile a Marina  

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Si celebrano il 1° aprile alle 15,30 nella chiesa di Marina di Grosseto i funerali di Enrico Colosi, il ginecologo grossetano morto all’ospedale Umberto I di Roma, dov’era ricoverato. Dopo il funerale la salma sarà cremata.  Il corpo è giunto dalla Capitale all’obitorio dell’ospedale Misericordia: tantissime le persone che nella camera mortuaria hanno voluto porgere l’ultimo saluto al medico e abbracciare la famiglia. Centinaia i messaggi di commozione, a partire dall’Asl Toscana sud est: «Tutti gli operatori con la direzione dell’Asl Toscana sud est – dice l’azienda - si stringono intorno al dolore della famiglia del dottor Colosi, coordinatore della Rete Percorso Nascita, venuto a mancare all’affetto dei suoi cari e di tutti noi colleghi. Siamo certi che ovunque tu sia non farai mancare la tua passione, la tua competenza ed il tuo impegno. Grazie da tutti coloro che hanno avuto l’onore di lavorare con te». Anche il coordinamento provinciale del Pd si stringe alla famiglia di Colosi. «La sua passione, il suo impegno e la sua competenza ci mancheranno e lasceranno per sempre traccia indelebile nella nostra comunità».

Lasciano un ricordo tantissimi colleghi, amici di famiglia e infanzia, pazienti, medici e infermieri, donne che hanno partorito e che sono state curate da lui. «Eccomi qua caro Enrico – dice l’infermiera Luisella Fabbri - molti anni fa mi rivolsi a te. Volevo quel figlio tanto desiderato: tu mi hai consigliata, aiutata al meglio. Il destino poi ha deciso che non dovevo essere madre, ma tu per me ci sei stato. Mi dispiace che la nostra realtà perda un professionista serio, competente e sensibile». Alessandra Colosi, la nipote, è colma di gratitudine. «Ogni parola spesa per lui è piena di amore e descrive appieno la persona che era, dedita alla vita e all’amore verso ogni cosa e prima di tutto la alla famiglia, il valore più importante». Un’infermiera è commossa: «A te mi lega il ricordo più bello, Enrico, la nascita di mia figlia. Era il 1990, io ero una giovane infermiera, tu un giovane dottore e una splendida persona».
 

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.30149609:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.30149609:1652445331/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

E poi c’è Graziella Ventrone, con la sua storia speciale. Colosi salvò la vita a lei e a sua figlia. «Grazie a lui - racconta - mia figlia e io siamo sopravvissute a un parto difficilissimo. Io ero giovanissima, avevo 25 anni. La gravidanza è andata benissimo fino alla fine e lui è stato sempre tanto presente: a livello umano era meraviglioso e si sentiva che non era solo un medico ma seguiva le sue pazienti in modo umano: aveva qualcosa in più. In Africa faceva volontariato e aiutava le donne a partorire. Nel suo campo è stato veramente un pioniere nella ricerca e nell’utilizzo di metodi non invasivi. Io ero giovane e spaventata. La mia gravidanza andò bene fino all’ultimo, poi il parto ebbe un epilogo imprevisto sia per me che per la bimba. Entrambe potevamo non farcela. Fui ricoverata d’urgenza. La bimba era in sofferenza fetale - continua Graziella - Io avevo una gestosi con picchi di pressione altissima e rischiavo la vita se non si interveniva rapidamente. Lui in quel momento non era di turno: stava visitando in ambulatorio privato quando fu avvisato e chiuse lo studio. Disse che doveva correre a far partorire una paziente in pericolo. Venne in sala operatoria, mi ricordo che ci fu una diatriba col medico di turno e lui si impose: “è una mia paziente – disse - Va operata, devo salvare lei e la bimba”. Mi portò d’urgenza in sala operatoria. Rischiavo anche di perdere l’utero e invece non successe. Colosi salvò la vita a me e a mia figlia e mi consentì di avere una seconda gravidanza. Quando mi svegliai dall’operazione, lo trovai seduto ai bordi del letto con la mia famiglia. Mi sorrise. E non lo dimenticherò mai». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web