Il Tirreno

Grosseto

Erba e cemento, ve lo ricordate il ragazzo della via Gluck?

Erba e cemento, ve lo ricordate il ragazzo della via Gluck?

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Da alcuni decenni, uno dei maggiori timori del cittadino italo qualunque consapevole – oltre ai film horror per blatte trasmessi alle tre del mattino – è la variante al regolamento urbanistico. Spesso la variante, di fatto, finisce per essere avariante. Può mandare in definitiva avaria un quadro ambientale e urbano già delicato. Ci sono città con centri storici abbandonati. Quartieri periferici dell’altro mondo. Deforestazioni di colline per costruire complessi residenziali per cittadini baciati dalla fortuna e dal conto in banca. Che hanno poi l’indimenticabile fortuna di rovesciarsi a valle, insieme alla collina, con le piogge torrenziali d’autunno o di Marzo. Succede ad ogni cambio di stagione, in Liguria. E non solo in Liguria. Svincoli aperti per edificare, alla fine, un bel termovalorizzatore. D’autore, però. Che è in realtà un termoimpoveritore. Accorcia le vite dei residenti. Quartieri nuovissimi, vuoti, modellati sulle “Piazze d’Italia” di de Chirico. Moltiplicati all’infinito. Dalle varianti. Non c’è un albero, non c’è una piazza. Potete morire d’insolazione anche in gennaio, attraversando la strada. In cambio, i palazzi sembrano una foresta. Fatti apposta per chi tira in cima dei rampini ed arrampicarsi. Una moda, fra i giovani davvero giovanili.

Ponti di Calatrava. Costano come se fossero di diamanti. E per calare, calano. Quartieri di villette unifamiliari superlusso firmate. Per l’uomo che non deve chiedere mai. E per la donna che non chiede neanche lei. Disegnate in stile neogreco sul modello della Valle dei Templi. Piccole piramidi di Ghiza, con mummia annessa, per il vero capitano d’industria. Formicai umani che rimangono senza formiche. Superstar da serie A stellare con piccola neocapitale collegata (come progettano di fare nella Roma raggica). Le varianti svariano spesso. Sono le più varie. I novissimi quartieri rimangono vuoti. Interi palazzi con pochi inquilini. Nessuno acquista. Eppure si costruisce ancora. Si eleva a potenza. E non solo a Potenza. Perché, perché questa foga costruttoria? I panorami delle nostre città sono spesso disegnati da scheletri di palazzi iniziati. Lasciati a metà. Ancora meno. Alle prime strutture. Come ragni. Anche da noi, nel capoluogo dell’ultima provincia toscana. Ultima in senso geografico, eh. Basta fare due passi al fondo della città. Oltre la zona dei licei. Via de’Barberi. Si potranno ammirare scheletri di palazzi novissimi. Abbandonati. Perché edificano? E non lasciano l’erba? Celentano, già tu te lo chiedevi dalla via Gluck anni fa. Rispondi tu. E non ci fare fumetti. Né silenzi. —



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di Redazione web