Sicurezza
Agenzia delle Entrate, assemblea e sciopero per i salari accessori
GROSSETO. Domani assemblea sindacale, martedì adesione allo sciopero nazionale. Protestano i dipendenti della Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate. Protestano perché, scrivono Salvatore Gallotta (Fp Cgil), Cesare Nigrelli (Cisl Fp) e Marco Manelli (Uil Pa), «il salario accessorio da erogare ai lavoratori per gli obiettivi raggiunti negli anni 2016 e 2017, è stato sottoposto unilateralmente un drastico taglio da parte dell’Amministrazione sulla base di un’interpretazione capziosa, arbitraria e del tutto sconcertante. Il salario accessorio è, come tale, parte del salario, quindi, non costituisce altro che un corrispettivo per un lavoro effettuato, per una mansione svolta».
Più servizi al contribuente, maggiore lotta all’evasione: sono stati gli obiettivi di ogni Governo. Ma «questa continua riorganizzazione per dare risposte sempre nuove agli obiettivi prefissati ha imposto e imponga un incremento degli impegni in termini di qualità delle lavorazioni offerte, competenze e professionalità da spendere, peraltro con un numero progressivamente sempre inferiore di personale; il tutto, senza ricevere alcun contraccambio sia in termini di crescita professionale, sia in termini economici. Ora, con l’atteggiamento da ultimo assunto - solo l’ultimo di una lunga serie - di chiusura ad ogni possibilità di dialogo, di mediazione, per trovare un punto di incontro di fronte a quello che è un diritto sacrosanto regolato dalla legge, disciplinato dalla contrattazione collettiva, come il salario accessorio (già in ritardo già di almeno due anni nell’erogazione), da parte della dirigenza centrale. Vogliamo affermare il nostro no all’usurpazione di un diritto che genera a propria volta un danno in termini economici per i lavoratori, ma un danno ancora più grande in termini di qualità dei servizi offerti nella cittadinanza tutta».
Domani alle 12.30 assemblea alla presenza di Carmine Di Leo (Fp Cgil, Commissione nazionale trattante), martedì lo sciopero «anche e soprattutto per vedere garantita alla cittadinanza l’offerta di un servizio sempre più qualificato ed effettivamente vicino al cittadino». —
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