Sicurezza
Addio a Pietro Monaci memoria storica dell’Amiata
Aveva lavorato all’Alitalia e alla Asl, conosceva tutti i segreti degli edifici religiosi Per anni aveva allestito il presepe della Propositura e i sepolcri del Giovedì santo
Castel del Piano. Un’intera comunità dà l’addio a Pietro Monaci, una preziosa memoria storica del paese amiatino, un vero e proprio archivio di storia, arte, documentazione in specie religiosa della zona.
Monaci aveva profonde radici a Castel del Piano dove era nato il 23 febbraio del 1941. Si era allontanato dall’Amiata per andare a lavorare all’Alitalia per alcuni anni, ma aveva fatto ritorno quando era entrato a lavorare nella locale azienda sanitaria. Con la moglie Rina e le due figlie, Paola e Lucia aveva poi sempre risieduto a Castel del Piano, passando attraverso dolori familiari fortissimi, come la perdita della moglie, prima, e della figlia ancora adolescente, Lucia, poi. Ma aveva sempre saputo reagire alle avversità della vita, riversando la sua passione oltre che nella famiglia anche nella chiesa di cui costituiva una vera e propria enciclopedia vivente.
Questo approccio al mondo religioso castelpianese era iniziato fin da bambino, facendo il chierichetto, rapporto consolidato negli anni in cui la famiglia Monaci era vissuta nella casa parrocchiale della Propositura con lo zio parroco don Aleandro Orlandi. Una frequentazione quotidiana, dunque, che lo aveva portato a scoprire tutti i “segreti” delle chiese di cui Pietro conosceva anche gli angoli più riposti. Sapeva la storia di ogni altare, rammentava con una memoria degna di Pico della Mirandola, libri e documenti che contenevano notizie sui sacri edifici, sugli arredi, sulle opere d’arte. «La sua conoscenza di ogni suppellettile, dei restauri, delle vicende religiose e dei personaggi che ne avevano fatto parte, delle tradizioni paesane, era sterminata – ricorda Marco Farmeschi medico e storico di Castel del Piano – e le sue informazioni sono state preziosa fonte per ricerche che a volte, senza il suo contributo, sarebbero state vane. A lui si deve la scoperta che la statua della Madonna del Noceto aveva due cuori, poi scomparsi, in mano alla Vergine e al Bambino e che poi grazie alle sue indicazioni furono ricostruiti ex novo». Monaci conosceva a menadito le fattezze e la storia delle statue monumentali che sfilano nella processione del venerdì santo e di quelle storiche del presepe. E il presepe lo ha allestito proprio lui in Propositura per decenni, come erano opera sua i sepolcri del Giovedì santo nella Chiesa dell’Opera e la preparazione del baldacchino sotto il quale sfila Cristo morto nella processione del venerdì prima di Pasqua. Presenza molto attiva nella vita comunitaria, era stato nel consiglio della Filarmonica Rossini e a lungo in quello della Pro Loco cittadina ed era conosciutissimo dai ragazzi a cominciare dagli anni ’60 fino agli ’80 per essere il cineoperatore del grande schermo dell’Oratorio parrocchiale.
Ancora attivo fino in fondo nonostante alcuni problemi di salute che lo affliggevano da alcuni mesi, è stato stroncato da un infarto all’Ospedale di Castel del Piano dove era ricoverato. I funerali domani nella chiesa della Propositura alle 14,30. — F.B.
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