Sicurezza
«L’ho saputo dal titolare Il Comune ammetta l’errore e voglio le scuse»
GROSSETO. «Tu dormi sonni tranquilli e poi una mattina ti presenti al lavoro e il tuo titolare ti fa vedere una Pec e ti dice: “Guarda un po’ cosa è arrivato? Hai una cartella esattoriale e ti pignorano lo stipendio”. Ti manca la terra sotto i piedi. Sei una persona onesta eppure, in questo modo, ti vogliono far passare da brigante».
Parla dall’ufficio del suo avvocato uno dei proprietari di appartamenti al Peep Pizzetti, ma non vuole rendere nota la sua identità. «Questa cosa ci sta danneggiando abbastanza, nonostante noi non c’entriamo niente», spiega.
Parla e chiede una sola cosa: «Il Comune di Grosseto deve porci le sue scuse e deve dire chiaramente che questi pignoramenti non sono dovuti. Qui stiamo parlando della reputazione della gente».
Con una richiesta di conguaglio da 17mila euro, da dividere con la moglie, l’uomo si era rivolto all’avvocato Claudio Fiori.
«La causa è stata rinviata a dicembre 2019 – spiega il ricorrente – perciò la mia cartella di pagamento era stata sospesa. Ero tranquillo. E invece…».
L’altra mattina si è presentato al lavoro, come al solito, nella ditta della quale è dipendente, e il capo gli ha mostrato la Pec.
«Una Pec in cui c’è scritto che io non pagavo dei soldi al Comune – dice –. Ma ci si rende conto? Io sono una persona onesta e mi ritrovo in una situazione in cui per un errore di procedure commesso da altri, e nel quale io da solo non mi sarei mai e poi mai ritrovato nella vita, mi vogliono far passare da brigante».
Rabbia, frustrazione e imbarazzo. Un vortice di sentimenti che esplode in petto. Ma anche il ritrovarsi in una situazione di difficoltà senza averne colpa.
«Metti che uno lavori in un ente pubblico – si sfoga il ricorrente – oppure abbia chiesto un finanziamento per far fronte a un momento di difficoltà, come può essere in effetti quando ti vengono a dire che dovresti 20mila euro al Comune dove vivi. E ti ritrovi oggetto di pignoramento per conto terzi…».
Eppure altri giudici, quelli della Corte d’Appello, negli anni passato hanno sentenziato che il conguaglio da circa 7 milioni di euro chiesto dal Comune ai trecento proprietari del Peep Pizzetti è dovuto. «Ma noi non è che non vogliamo pagare a priori – precisa l’uomo – Vogliamo però sapere se davvero dobbiamo farlo e quanto dobbiamo versare. Per questo ci sarà la causa». Al Comune infatti vengono anche contestati i calcoli di quanto dovuto da ciascun proprietario.
«Per questo chiediamo al Comune almeno che sia reso noto che c’è stato un errore – conclude il ricorrente –, che ci sono persone che sono state coinvolte in situazione spiacevole senza averne colpa e che dica pubblicamente che ci sono stati dei pignoramenti che non dovevano partire». — F.F.
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