Lutto
Il candidato Donati: «Deluso dalle uscite di Continenza»
Il segretario dell’Unione, in corsa per il centrosinistra, risponde all’ex assessore «Il mio iter è stato trasparente. Accampare pretese successorie è sbagliato»
La piccola Atene, Caput Album, è uno dei comuni più importanti e vivaci della provincia. Qui fare il sindaco non è una passeggiata. Il consenso nasce dalla trasversalità. E i riflettori sempre accesi lo consumano più rapidamente che altrove. Marco Donati, 37 anni, è il candidato alla fascia tricolore del centrosinistra.
Donati, lei ha un buon lavoro, margini di carriera. Perché ha deciso di rischiare questa candidatura?
«Capalbio è il luogo dove sono nato e cresciuto, dove ho affetti e ricordi. È per l’amore verso il mio paese e il territorio che mi sono candidato con l’aspirazione, se riuscissi a diventare sindaco, di adoperarmi affinché i giovani e i capalbiesi possano trovare tutto ciò che occorre loro. In primo luogo occasioni di lavoro».
Il suo nome è una mezza sorpresa. Il favorito per la corsa a sindaco sembrava il vicesindaco Alessio Teodoli. Quali sono le ragioni che hanno spinto Teodoli a fare un passo di lato?
«Il vicesindaco in questi anni ha svolto un lavoro eccezionale. Tuttavia, come ha detto lei, amministrare Capalbio è impegnativo e Alessio in questo momento, in considerazione di alcune situazioni familiari, ha compiuto una scelta diversa. Lo ritengo tuttavia un elemento imprescindibile per il mio progetto e per la nostra squadra».
Teodoli andrà in lista?
«Per le relazioni che ha costruito, confidiamo in un suo ulteriore impegno».
Si aspettava questa reazione dell’assessore Alessandro Continenza alla notizia della sua investitura?
«Diciamo che le esternazioni di Continenza, più che colpito, mi hanno deluso. Attendersi una candidatura a sindaco in quanto assessore più anziano mi pare un po’ riduttivo e anacronistico. Ricondurre la questione a una sorta di “pretesa successoria” è sbagliato e nasconde aspirazioni personali che, ancorché legittime, rimangono personali».
Esiste davvero una regia occulta, esterna al partito, che decide le candidature a Capalbio? A chi si riferisce Continenza?
«Le dinamiche che hanno caratterizzato il mio percorso sono chiare. È un percorso trasparente, che parte dalla consapevolezza del gruppo dirigente del Pd e delle altre forze della coalizione che trovano le proprie radici in movimenti politici e civici. A cosa si riferisca Continenza deve chiederlo a lui».
La sensazione è che beghe e mal di pancia covassero da tempo.
«Certe fibrillazioni, alla vigilia di tornate elettorali importanti, ci stanno e anticipano i posizionamenti per le campagne successive. Capalbio non sfugge a queste dinamiche. Cinque anni fa l’amministrazione Bellumori aveva assunto l’impegno di governare fino al 2019. E lo ha fatto. In maniera egregia. Il resto sono chiacchiere. L’unione comunale del Pd ha sempre fatto sintesi e la squadra di governo ha mostrato di essere solida».
In caso di vittoria, Bellumori farà parte della sua giunta?
«Ripeto: Bellumori ha ben guidato questa amministrazione per 10 anni con passione, un impegno fuori dall’ordinario che tutti, io in primis, non possono che riconoscergli. La decisione su come partecipare a questo nuovo progetto dipenderà da lui. Per quanto mi riguarda è parte integrante e sostanziale del gruppo».
Chi teme di più dei suoi avversari?
«Ho giocato a calcio da piccolo e l’allenatore diceva sempre che gli avversari non si temono ma si rispettano. Sembrava una frase fatta. Crescendo l’ho apprezzata sempre di più, specie in politica. Le idee e i modi per attuarle passano attraverso il confronto – anche serrato – con chi sta dall’altra parte. In campagna elettorale, come sempre, i toni saranno un po’ più alti del consueto ma spero che il sovraddosaggio di scontro politico non avveleni i cittadini».
Due parole sul programma e sui propositi 2019-2024.
«Puntiamo su partecipazione, trasparenza, ascolto e vicinanza alla comunità. Vivere Capalbio, che è il nome della lista, porterà avanti un progetto che coniuga sostenibilità ambientale e sviluppo con una doverosa attenzione al sociale, alla scuola, alla promozione dei turismi e delle produzioni locali. Verrà coltivato come in passato il rapporto con l’associazionismo, manterremo vivo il dialogo con i Comuni confinanti, perché le logiche di campanile hanno lasciato il posto ad azioni di insieme. Combatteremo perché il nostro tratto di Tirrenica sia messo in sicurezza a partire dal cavalcavia di Capalbio Scalo». —
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