Il Tirreno

Grosseto

l’incontro 

Difendere i beni comuni Paolo Cacciari sostiene la proposta di legge

Sara Landi
Difendere i beni comuni Paolo Cacciari sostiene la proposta di legge

3 MINUTI DI LETTURA







La difesa dei beni comuni passa attraverso la raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare e il recupero della proposta elaborata dieci anni fa dalla commissione ministeriale di esperti guidata dal giurista Stefano Rodotà e mai discussa in Parlamento.

Anche in Maremma si è costituito il comitato provinciale Rodotà per la difesa dei beni comuni che porta avanti a livello locale la campagna del comitato nazionale: il 18 dicembre il testo della legge di iniziativa popolare sui beni comuni è stato infatti presentato in Cassazione e il 19 gennaio è partita la raccolta delle firme.

«In provincia di Grosseto – dice Stefania Amarugi del comitato provinciale – si può firmare nelle segreterie di tutti i Comuni mentre a Grosseto c’è anche l’opzione dei banchetti facciamo tutti i martedì e i venerdì pomeriggio. Inoltre abbiamo messo a punto un calendario di incontri e conferenze per far conoscere meglio i temi della campagna».

Tra i relatori invitati dal comitato il giornalista Paolo Cacciari, attivista dei movimenti sociali, ambientalisti e per la decrescita, a cui ha dedicato molte pubblicazioni, e attuale responsabile nazionale del dipartimento beni comuni di Democrazia e Autonomia.

«Lo schema di proposta di legge che fu elaborato dieci anni fa dalla commissione Rodotà – dice Cacciari – presenta aspetti giuridici e tecnici molto complessi ma le motivazioni profonde che la campagna in corso intende rilanciare sono quantomai attuali. Non possiamo più sopportare la costante privatizzazione e mercificazione dei beni pubblici. Veniamo da almeno trent’anni di svendita di beni che dovrebbero essere impiegati per il benessere di tutti. Solo negli ultimi vent’anni sono stati privatizzati 1000 miliardi di beni pubblici e anche l’ultima legge finanziaria prevede 18 miliardi di nuove svendite in nome della contabilità e del ripianamento del debito pubblico, obiettivo che peraltro non viene raggiunto».

Lo scopo della mobilitazione è colmare un vuoto perché il Codice civile, fermo al 1942, non contempla affatto la categoria dei beni comuni. Su questo viene chiesto l’impegno della società civile e della politica. «Il comitato nazionale – precisa Cacciari – vuole riaccendere l’interesse di politica e cittadini verso questi temi a prescindere dalla reale capacità di ascolto di questo governo. Del resto da quando la commissione Rodotà ha completato il suo lavoro abbiamo avuto cinque governi e cinque diverse maggioranze ma nessuno ha manifestato interesse per la questione. Per questo è necessario raccogliere quante più firme possibili (la Costituzione ne prevede 50mila) e organizzare eventi sul territorio per informare la popolazione».

Le firme richieste dalla campagna per i beni comuni sono in realtà due: oltre che per la legge di iniziativa popolare si può decidere di aderire alla società cooperativa ad azionariato popolare intergenerazionale intitolata a Stefano Rodotà, versando la quota di un euro. «In Italia – sottolinea Cacciari – esiste una miriade di piccoli comitati che si occupano di beni comuni e ambiente ma manca una organizzazione stabile e permanente che metta insieme le forze e le competenze pensando alla tutela dei beni comuni in favore delle generazioni future. Questo soggetto così innovativo nasce in realtà da un’esigenza molto concreta».

Appuntamento con Cacciari oggi alle 16,30 nella sala Calogero Cangialosi della Cgil in via Repubblica Dominicana 80. Info 349 4986584 e difesabenicomunigrosseto@email.it. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa