Gioco
Ponte sull’Ombrone, il Psi ringrazia Monaci «Chi oggi lo inaugura all’inizio gli era ostile»
Nel giorno del taglio del nastro, il segretario Francesco Giorgi rivendica il ruolo dell’ex assessore ai lavori pubblici
l’intervento
francesco giorgi*
Oggi si inaugura il ponte sull’Ombrone e siccome quest’opera è una delle poche importanti realizzazioni strutturali dell’ultimo ventennio, ritengo doveroso ringraziare chi l’ha concepita e ne ha personalmente seguito l’iter di finanziamento, progettazione, approvazione, affidamento dei lavori.
Ora tutti applaudono ma i quattro anni dal 2012, quando il nostro assessore Giuseppe Monaci concepì l’idea di realizzare un ponte in metallo a La Barca, al 2016, quando furono affidati i lavori, il clima non era questo. È stata una continua lotta per recuperare le risorse, inventare il progetto preliminare senza le risorse per un incarico all’esterno, superare le pastoie burocratiche e la miriade di verifiche tecniche, imbastire la gara di tipo europeo. E operare in un clima di diffuso scetticismo che fece breccia anche nella maggioranza. Si sentiva dire: «Ma che si illude di fare: dopo il ponte Mussolini, il ponte Monaci?».
Nell’era dei network si viene sopraffatti dalla propaganda e non si ricordano più gli avvenimenti del giorno precedente. Pertanto in questo momento di festa è opportuno che dica le cose come stanno...
Fu Monaci nel 2012 ad avere l’idea di superare il fallimentare tentativo della chiatta e puntare su un ponte snello, molto diverso dall’idea di ponte tradizionale, vagheggiata negli anni precedenti ma irrealizzabile per problemi tecnici e di costi elevati.
Monaci individuò un mutuo di 2 milioni di euro, già contratto ma da restituire perché la pista ciclabile per gli scavi di Roselle era soggetta a compartecipazione e non si poteva più realizzare non avendo alcuna risorsa in bilancio. Deciso a valersene per il nuovo ponte, l’assessore chiese la devoluzione del mutuo e dopo l’iter previsto presso la Cassa Depositi e Prestiti, la devoluzione fu concessa: 200mila euro furono utilizzati per riparare la ciclabile verso Marina e 1,8 milioni furono destinati al ponte.
La sua idea, che con il tempo convinse sempre più anche gli assessori o consiglieri più scettici, era che la possibilità di andare in bici da e verso la città in direzione di Alberese avrebbe offerto una nuova, grande opportunità per il turismo ciclabile, oltre che per il godimento dei grossetani. E l’impegno fu premiato dalla Regione perché il ponte divenne elemento strategico nella ciclopista Tirrenica fruendo di un contributo regionale di 500mila euro.
Ma i detrattori più irriducibili non desistettero mai: caparbiamente contrario il consigliere 5Stelle Giacomo Gori che in consiglio comunale chiese di impiegare tali denari nelle ciclabili in città, visto che in quell’aperta campagna non ci abitava nessuno! E le forze politiche della minoranza, le stesse che oggi si accingono alla inaugurazione, mai votarono a favore e si astennero.
Per confrontarsi con progetti già verificati e individuare il tipo di struttura più idonea l’assessore si recò con il suo personale in Trentino e furono molti e complessi i passaggi tecnici che portarono a definire un progetto preliminare...
Innumerevoli i passaggi burocratici e le verifiche tecniche e di compatibilità con Provincia, Consorzio di bonifica, Parco della Maremma, vari uffici del Comune, Soprintendenza, Genio civile... E infine la gara aperta a novembre 2015. Per individuare l’Ati, coi complessi meccanismi previsti, occorse sino a maggio 2016.
Per sminuire il pieno merito del nostro assessore qualcuno ha affermato che solo ora si è concepito il collegamento del ponte alle ciclabili. Falso. Avuto il via libera dalla Soprintendenza archeologica per il vecchio tratto selciato che conduceva a La Barca dal lato di Grosseto e superato il confronto con la Provincia per l’uso di un tratto di argine, fu individuato il percorso che dal ponte avrebbe portato alla ciclabile di via Meda, senza interessare la pericolosa strada provinciale della Trappola. Legambiente e Fiab ne sono testimoni. Questo tracciato fu presentato alla stampa a maggio 2015...
Dal 2016 la palla è passata all’amministrazione successiva che, fruendo di specifici contributi, ha posto mano al completamento delle reti ciclabili, compresa quella dalla nuova piazza della Stazione e quella che porterà a Roselle. Non possiamo che rallegrarcene. Per tutto questo noi del Psi ci approcciamo alla inaugurazione con una doppia soddisfazione, come cittadini e come forza politica per aver concepito e realizzato un’opera che resterà nella storia della nostra città.
*Segretario Psi Grosseto
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