Gioco
Bonifazi ha chiesto mani libere «Non voglio bizze di potere»
Il due volte ex sindaco spiega perché ha accettato di candidarsi ancora «Mi metto al servizio del bene di questa comunità, giochiamo per vincere»
SCARLINO. Unica condizione, avere carta bianca. E non è richiesta da poco, per un candidato sindaco. Emilio Bonifazi, però, dopo due mandati da sindaco di Follonica e due da sindaco di Grosseto e dopo la scelta di tornare a insegnare, per rimettersi in gioco e candidarsi a sindaco di Scarlino ha chiesto al Pd e ai suoi alleati di avere carta bianca e libertà da personalismi e giochi di potere.
«Se devo passare momenti come a Grosseto – dice – prendo e me ne vado. Non voglio bizze legate ad aspetti di potere, preferisco perdere, ma mantenere certi principi». E proverà ad allargare la coalizione, perfino a ricucire con il sindaco uscente Marcello Stella e i suoi sostenitori, perché «l’unico obiettivo – dice – è fare il bene di Scarlino». La presentazione ufficiale della candidatura è avvenuta ieri, nella sala Auser di Scarlino Scalo. A parlare, prima di Bonifazi, a nome del segretario comunale del Pd Luca Niccolini, è Sergio Gaggioli, il cui nome è stato in ballo per la candidatura. Bonifazi, poi, si fa le domande e si dà le risposte. «Perché questa candidatura? – chiede – Qualcuno in famiglia mi dice che dopo aver fatto il sindaco di Grosseto, avrei potuto fare il parlamentare o il consigliere regionale, ma io il mio lavoro ce l’ho e amo il nostro territorio, per questo, quando sono stato contattato, dopo alcuni giorni di riflessione, mi sono messo a servizio, a disposizione». La sua è una candidatura di servizio, dunque, ma non di sacrificio. «Giochiamo per vincere – dice – non per perdere. Scarlino è realtà importante, uno dei pochi poli industriali che abbiamo, c’è il tema delle bonifiche, il tema dell’ambiente, il tema del porto, quello dell’agricoltura. Tutte questioni che svilupperemo, approfondiremo e condivideremo con i cittadini, per costruire, insieme, il programma».
A sostenere la candidatura di Bonifazi, oltre al Pd, anche il Psi e Più Europa. Il segretario provinciale di più Europa, Gianfranco Chelini, sottolinea la dote della «pacatezza nella decisione» che Bonifazi possiede. Il segretario provinciale del Pd, Gesuè Domenico Ariganello, deve incassare anche qualche serio rimprovero, in conferenza stampa. Quello che è successo nel partito e nella coalizione, a qualcuno risulta incomprensibile. «Cosa ha sbagliato il Pd in questo mandato, per non ricandidare il sindaco uscente? – gli viene chiesto – e perché si dovrebbe credere di nuovo al Pd e votare e far votare Bonifazi?» Ariganello non si sottrae alle critiche. E risponde, pacatamente. «Si sono poste – dice – una serie di difficoltà rispetto a un progetto nuovo di cui sentivamo forte l’esigenza tra gli scarlinesi. Tre mesi fa il sindaco uscente non voleva ricandidarsi, ci è stato chiesto di esprimere una candidatura di livello e ci stavamo arrivando, quando Stella ci ha ripensato e si è autocandidato». Cosa non ha funzionato? «Esemplificativa – spiega – la conferenza stampa fatta dal sindaco qualche giorno fa, da solo, senza la giunta, per valorizzare solo il proprio lavoro. Noi non vogliamo più un sindaco solitario. Siamo dispiaciuti di quello che è successo, ma speriamo che ci sia un ripensamento. Lavoreremo per ricucire, per Scarlino». Perché Bonifazi? «Penso che in provincia di Grosseto non ci sia una figura più preparata. A Emilio – dice Ariganello – chiediamo questo sforzo perché pensiamo che, con Emilio, Scarlino possa rinascere». —
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