Sicurezza
Raffiche a 96 chilometri all’ora con il record a Massa Marittima
Il record degli anemometri fu registrato a Follonica a fine ottobre ma anche ieri la potenza è stata elevata in tutta la Maremma
i dati
Dopo il disastro di fine ottobre, ieri la Maremma è stata investita da un’altra tempesta di vento da codice arancione.
Le raffiche più forti, sprigionate da Eolo, hanno investito di primo mattino il comprensorio delle Colline Metallifere e l’Amiata. I record a Massa Marittima (96 km orari) e a Semproniano (97 km/h). All’Argentario la velocità massima era stata raggiunta lunedì sera (92 km orari). La potenza registrata ieri dagli anemometri disposti in provincia di Grosseto è comunque lontana dal record assoluto di 47/50 metri al secondo, cioè 170-175 chilometri orari, vento che a fine ottobre soffiò sopra Follonica.
Ma come nascono questi fenomeni? I venti, come noi, hanno un babbo e una mamma, cioè vengono “creati” da due elementi: le massa d’aria e la pressione atmosferica. Immaginiamo una colonna d’aria, alta dal suolo fino al culmine dell’atmosfera; la “forza peso” che questa colonna genera su un metro quadro di terreno è chiamata, appunto, pressione atmosferica e si misura in millibar (mb). Questa pressione la possiamo misurare facilmente, perché è la stessa che viene creata da una colonnetta di mercurio alta 76 centimetri. Nell’atmosfera si formano zone di bassa pressione (ciclonica, quando la pressione è minore rispetto a quella delle aree vicine) e di alta pressione (anticiclonica, se è maggiore). Quando le masse d’aria si spostano da una zona di alta pressione a una zona di bassa pressione, ecco che si formano i venti. E più è grande la differenza di pressione, maggiore sarà la velocità dei venti (un po’ come accade in un pendio: più è grande il dislivello, e maggiore è la velocità di discesa). Ma come fanno a spostarsi queste masse d’aria? Gli spostamenti sono dovuti alla temperatura dell’aria: l’aria più calda tende a salire al di sopra di quella fredda. Se non ci fossero altre forze in gioco, le masse d’aria tenderebbero soltanto a salire e a scendere. La rotazione terrestre, però, crea una forza (la forza di Coriolis) che porta queste masse d’aria a deviare e compiere percorsi orizzontali. Il Grecale di questi giorni, per esempio, è nato nell’Europa nord-orientale e ha i connotati di un vento secco e freddo. Ha raggiunto l’Italia incanalandosi lungo i Balcani, ha attraversato il mar Adriatico ed è penetrato gli Appennini. — G.B.
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