Sicurezza
«Mio padre è innocente e mi fido ancora ciecamente di lui»
Parla il figlio dell’uomo a giudizio per violenza sulla nipote «Non è ricorso a riti alternativi proprio perché estraneo»
GROSSETO. «Io sono pienamente convinto dell’innocenza di mio padre. Mi fido completamente di lui». A scrivere è il figlio dell’uomo rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale sulla nipote allora dodicenne. Vari episodi, secondo l’accusa, che sarebbero avvenuti tra la metà di agosto e la fine di settembre 2015. Attenzioni proibite che l’uomo, 68enne, avrebbe rivolto alla figlia della compagna di suo figlio, nata da una precedente relazione della madre.
Il figlio dell’accusato ribadisce che, al momento, siamo in presenza di un «mero rinvio a giudizio, che il gup dispone quando è necessario un più accorto vaglio da parte dei giudici del dibattimento, fatta sempre salva la presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva dopo i tre gradi di giudizio. Il decreto di rinvio a giudizio non è una condanna definitiva».
Saranno i giudici del collegio, a luglio, a dare il via al procedimento e a valutare le eventuali responsabilità. E per questo il figlio dell’accusato chiede che non si parli oggi, prima di una sentenza di “orrore” o di “incubo”, «espressioni – dice – che attengono alla qualificazione di un fatto accertato come definitivo e non invece a un fatto ancora sotto processo».
L’uomo inoltre sostiene di avere ancora ottimi rapporti con il padre. E così contesta una parte dell’articolo del Tirreno su questa vicenda, in cui ricapitolando le posizioni dell’accusa è stato scritto che lui si fidava del padre come se fosse il vero nonno della bambina.
«Non solo mi fidavo, ma a tutt’oggi mi fido ciecamente tanto da continuare a frequentarlo. Mio padre non è ricorso ad alcun rito alternativo proprio per veder riconosciuta pienamente la sua innocenza in dibattimento», conclude.
Il dibattimento segue l’incidente probatorio, svoltosi nel novembre del 2017, durante il quale la bambina era stata ascoltata dal giudice per comprendere l’attendibilità in astratto delle sue dichiarazioni. Il fascicolo era stato aperto dopo la segnalazione del dirigente dell’istituto scolastico dove la ragazzina studiava, datata aprile 2017. —
P.S.
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