La manifestazione
Imputato di stalking per centinaia di sms e telefonate alla ex
GROSSETO. Moltissimi Sms, numerosissime chiamate telefoniche (anche di notte), un post ritenuto offensivo su Facebook, pedinamenti, frasi scritte sulla porta e sui mobili, il gesto del taglio della gola.
Tutto ciò, secondo la Procura, integra gli estremi del reato di stalking. E per stalking (ma anche per diffamazione) è stato rinviato a giudizio un grossetano di 47 anni, che nei mesi scorsi (era novembre) era stato sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento alla donna. Lei è la moglie, una donna di nazionalità straniera di poco più giovane, e gli episodi contestati dal pm Maria Navarro sarebbero avvenuti fino al mese di settembre, in un regime di separazione di fatto: l’ultima delle due querele era stata presentata ai primi di ottobre. La donna è parte civile con l’avvocato Stefano Antonelli, l’imputato è difeso dall’avvocato Francesca Carnicelli.
Il gup Marco Mezzaluna ha ritenuto sufficienti gli elementi per sostenere un dibattimento e ha disposto il rinvio a giudizio per il prossimo maggio. Le modalità con le quali lo stalking si era articolato sarebbero molteplici. L’uomo avrebbe inviato alla moglie sia sms (l’accusa ne conta 587) sia chiamate (275) in un arco temporale di circa quaranta giorni. Inoltre, ci sarebbero state anche 266 chiamate al numero fisso della donna. Lo stesso avrebbe fatto con la figlia minorenne: 344 chiamate e 658 sms. E sul profilo Facebook della figlia avrebbe pubblicato una foto della moglie ritratta con altre persone accompagnadola da frasi che la Procura ritiene offensiva della reputazione della donna.
Il 10 settembre l’avrebbe inoltre pedinata fino al cinema e facendole una telefonata nella quale le faceva capire che la stava osservando piangere. Il giorno successivo sarebbe entrato nella casa della donna, di cui aveva le chiavi; con un pennarello indelebile avrebbe scritto frasi in latino e simboli sia sulla porta di ingresso, sia sulle porte interne, sia sui mobili. Spesso si sarebbe presentato a casa di lei, minacciandola di morte. E di tagliarle la gola una volta saputo che lei aveva intrapreso un’altra relazione. — P.S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google