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Canoni demaniali alti, il Tar dà ragione al ristoratore

Giulia Sili
Canoni demaniali alti, il Tar dà ragione al ristoratore

Era ricorso al giudice dopo  il maxi incremento previsto  dalla Legge di Stabilità 2007 che aveva aumentato il dovuto da 11mila a 70mila euro

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Da anni Silvio Passini, imprenditore follonichese, aspettava questa notizia: il ricorso fatto per il pagamento del canone di concessione demaniale marittima, ritenuto eccessivo, è stata accolta dal Tribunale regionale amministrativo della Toscana.

La Finanziaria 2007 (oggi Legge di Stabilità) aveva modificato il quantum dei canoni per tutte le attività: e al ristorante Il Piccolo Mondo di Follonica era arriva una notifica da parte del comune di Follonica che lo diffidava a pagare oltre 70mila euro all’anno (la cifra poi venne ricalcolata, arrivando a poco più di 50 mila euro) rispetto agli 11mila previsti nella concessione demaniale stipulata in passato.

Il Comune di Follonica – nell’ambito della gestione amministrativa dei canoni – come atto dovuto, a gennaio aveva aderito all’azione intrapresa nei confronti dell’attività ricettiva da parte dello Stato e si era affidato a un professionista esperto di contenziosi in materia di demanio marittimo: l’avvocato Gianluca Bocchino dello studio Bm. Il professionista era stato assunto per assistere l’amministrazione sia di fronte al Tar, sia di fronte al Tribunale di Grosseto (causa per il canone 2010).

Secondo il titolare, il ristorante, una palafitta sul mare, era stato considerato come un’attività commerciale e non come un’attività inserita nella voce terziario, ossia beni e servizi: a seconda della voce sotto cui sono inserite, del resto, le attività pagano un diverso canone demaniale.

La questione riguarda moltissimi imprenditori di tutta Italia e soltanto a febbraio Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari, aveva inviato una lettera al presidente del consiglio Giuseppe Conte: «Apprendiamo che il governo è in procinto di emanare un decreto legge detto “sblocca cantieri” per dare sollievo alle imprese – aveva scritto Capacchione – e far ripartire investimenti pubblici e privati ostacolati da inefficienti e ingiuste disposizioni normative. Riteniamo che questo provvedimento, vista l’estrema urgenza della questione, debba contenere una norma di tutela dei cosiddetti pertinenziali, e cioè di alcune centinaia di famiglie di balneari i cui canoni sono ingiustamente alti e insostenibili. È urgente e non più rinviabile l’emanazione di una norma di tutela per almeno sospendere gli effetti perversi di un meccanismo di determinazione dei canoni sbagliato».

Il decreto legge “sblocca cantieri” approvato dal governo non ha però contemplato una norma salva pertinenziali. La clausola «salvo intese» con la quale è stato approvato il decreto legge non escluderebbe però che il governo possa ancora raccogliere la richiesta fatta da Sindacato Italiano Balneari. Intanto Passini però ha vinto al Tar. –



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