Toscana
Violenza sessuale sotto l’arco del Cassero Concesso l’abbreviato
L’aggressione avvenne all’alba del primo novembre scorso Sotto accusa un giovane di 22 anni, presente ieri in aula
GROSSETO. Rito abbreviato concesso a Mohamed Ismail Kamel Elsisi, l’egiziano di 22 anni fermato l’1 novembre scorso perché sospettato di essere l’autore di un episodio di violenza sessuale, quello commesso ai danni di una grossetana che transitava sotto l’arco del Cassero senese all’uscita dal lavoro.
Lo ha deciso il giudice Sergio Compagnucci, che ha accolto la richiesta del difensore Ulderigo Brogi e ha fissato per maggio la data della discussione: si procederà allo stato degli atti esistenti, in caso di condanna è prevista una riduzione di un terzo. Elsisi, detenuto nel carcere di Sollicciano, era presente: ha ascoltato la richiesta di rinvio a giudizio del pm Arianna Ciavattini e le parole del suo avvocato, il quale aveva ipotizzato un’eventuale infermità mentale. Non si era comunque svolto l’incidente probatorio per questo tipo di accertamento, né l’abbreviato sarà “condizionato” allo svolgimento di una perizia, a meno che il giudice non la ritenga necessaria prima di procedere alla sentenza. La donna, 52 anni, parte civile, è assistita dall’avvocato Carlo De Martis.
Il giovane è imputato di aver aggredito la donna da dietro, con calci e pugni al volto (il complesso delle ferite riportate era stato giudicato con prognosi superiore ai 40 giorni): le avrebbe chiuso la bocca, minacciandola di stare zitta sotto la minaccia di morte; poi le avrebbe strappato i vestiti e la biancheria intima e si sarebbe abbassato i pantaloni, mettendosi a cavalcioni su di lei. Poi avrebbe cercato di penetrarla. A quel punto la donna era riuscita a liberarsi mordendo la lingua del giovane e staccandogliene un pezzetto. Poi la fuga, anche perché in quel momento stava arrivando una persona. L’accusa contesta l’aggravante delle condizioni di luogo e di tempo tali da ostacolare la difesa: l’episodio era avvenuto poco prima dell’alba, in un luogo isolato che non permette agevoli vie di fuga, in una giornata di festa.
Era stato un collega della donna, uscito per strada dopo che la vittima era tornata a chiedere aiuto, a permettere ai carabinieri di identificare e quindi fermare Elsisi: lo aveva seguito fino all’ospedale. — P.S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
