Il Tirreno

Grosseto

la nuova urbanistica  

Variante al Casalone per 300 appartamenti

Enrico Pizzi

Il Comune lavora alla trasformazione di 17 ettari di terreno Pd e Lista Mascagni: «Modalità da speculazione Anni ’60»  

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«Una vecchia urbanistica con vecchie modalità tipiche della speculazione degli Anni ’60». È questo il giudizio dei consiglieri comunali del Pd e della Lista Mascagni sulle varianti che l’assessorato all’urbanistica del Comune di Grosseto sta predisponendo.

La più significativa è quella che prevede la trasformazione di circa 17 ettari di terreno agricolo, nella zona del Casalone, tra la ferrovia e via Alberto Sordi, in un’area edificabile dove potrebbero essere costruiti dai 250 ai 300 appartamenti.

Tra le ipotesi di variante urbanistica che presto potrebbero arrivare in consiglio comunale, c’è anche una variante che riguarda la destinazione a attività produttive di tre aree non contigue nella zona artigianale tra via Giordania e via Siria, e una variante che prevede una struttura commerciale di media distribuzione in via Scansanese, all’altezza dello svincolo per l’accesso al cimitero di Sterpeto.

I consiglieri comunali del Pd e della Lista Mascagni ricordano che il Comune è «alla vigilia di un’importante stagione di decisioni in materia urbanistica» perché «sta per entrare nel vivo il lavoro che porterà alla revisione del piano strutturale e all’adozione del piano operativo (il nuovo nome del regolamento urbanistico)». Il procedimento dovrebbe iniziare a novembre e è già stata incaricata l’architetto Silvia Viviani, presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica ed è «sorprendente – scrivono i consiglieri del centrosinistra – che la giunta e l’assessore all’urbanistica, proprio alla vigilia di una simile stagione, vogliano sottrarre alla discussione e alla partecipazione connesse all’adozione di uno strumento pianificatorio, scelte rilevanti per il nostro territorio anticipandole ed imponendole con una serie di varianti».

I consiglieri del centrosinistra definiscono, queste scelte «forzature che finiranno per svuotare di significato e di contenuti il nuovo piano operativo». Il grande intervento edificatorio ipotizzato nella variante del Casalone «chiude, ancora prima che sia aperta – dicono – la discussione sul dimensionamento del piano, su quanta edificazione “spendere” nei prossimi cinque anni, e avrà significativi effetti su di un mercato immobiliare già caratterizzato da una sovrabbondante offerta». Tanti i temi in gioco. Intanto, secondo Pd e Lista Mascagni, si finirà per «disincentivare il recupero dell’esistente» e la previsione di nuove attività commerciali contribuirà a rendere ancora più fragile il centro storico.

Non ultimo, il tema della sicurezza urbana «L’espansione della città (laddove non motivata da esigenze demografiche), aumenterà le aree da controllare, i servizi da erogare e le strade da mantenere, per la qual cosa l’amministrazione già ora è in difficoltà». L’amministrazione comunale, secondo le opposizioni, va in senso contrario rispetto alle politiche urbanistiche di riduzione del consumo di suolo e di rigenerazione urbana, preferendo «una vecchia urbanistica con vecchie modalità tipiche della speculazione degli Anni ’60. Questa città – concludono – non ne ha bisogno». —

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