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Scarichi di fogna nei campi Esplode la rabbia degli abitanti

Francesca Ferri
Scarichi di fogna nei campi Esplode la rabbia degli abitanti

Da 15 anni via del Mare convive col fetore e una situazione igienica preoccupante «Allacci mai effettuati, le acque nere finiscono nel Parco, nel fiume e in mare»

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L’odore è nauseabondo e viene da chiedersi come sia d’estate, con il caldo, le zanzare e il doppio delle case abitate. «D’estate? Non ci si sta. Pieno di ratti, serpenti e con un odore insopportabile. Una situazione intollerabile. E succede qui, a due passi dal Parco della Maremma e dal mare delle “Bandiere Blu”...», dice Marcello Becciolini. Becciolini è uno dei circa venti residenti di via del Mare a Rispescia (Grosseto) – una dozzina di famiglie – che da quindici anni sono costretti a convivere con una fogna a cielo aperto.

Una situazione fotocopia rispetto a quella del fosso Beveraggio a Grosseto, dove nella condotta che dovrebbe essere delle acque chiare finiscono gli scarichi dei gabinetti di un numero imprecisato di case, per lo più di via della Pace.

Qui a Rispescia è la stessa storia. E uguale è la risposta che il Comune, l’Acquedotto del Fiora, l’Asl da tre lustri stanno dando ai cittadini che hanno lanciato innumerevoli appelli per sanare la situazione. «Il solito rimpallo di competenze – dice Alide Baglione – così qualche giorno fa abbiamo chiamato i carabinieri».

Il problema risale a quindici anni fa, spiega il signor Marcello, quando il Comune costruì una nuova fogna per le acque nere al posto della precedente canaletta. «Il sindaco – dice Marcello – emise un’ordinanza perché i proprietari delle case si allacciassero alla nuova fognatura, e la vecchia condotta, che passa circa 30 centimetri sotto quella nuova, venne utilizzata per le acque chiare».

L’ordinanza però non è stata pienamente rispettata. «Qualcuno in paese non ha fatto l’allaccio, che al tempo, tra l’altro, era gratuito – prosegue Marcello – e i suoi scarichi di acque nere continuano a finire nella condotta di acque chiare».

Il tubo passa sotto il paese, diretto verso il mare in un reticolo di canali che attraversano i campi coltivati e arrivano nell’Ombrone e al mare.

Proprio qui, nel Parco della Maremma, un parco naturalistico con meriterebbe ben altra attenzione.

E proprio in via del Mare la fogna finisce all’aperto in tre punti. Uno è davanti ai civici 4 e 6. Qui il tubo sotterraneo sfocia in un fosso accanto alla strada e da lì prende la via dei campi e va dritto nel Parco. Succede anche quando lo scarico di “troppo pieno” non entra in funzione perché la soletta si è rotta. «E a noi ci tocca tenere le finestre chiuse e non si può stare nemmeno nell’orto per via della puzza», spiega Renata Falconi, per tutti Caterina.

L’altro punto è, più a valle, vicino a un ristorante. E il terzo è più a monte, dove c’è un pozzetto la cui copertura è franata circa dieci anni fa. Da quel momento, periodicamente, viene “isolato” con rete da cantiere senza però essere mai sistemato definitivamente. «Tempo fa ci cadde dentro il cassonetto, poi lo hanno spostato più in là – spiegano gli abitanti –. Resta comunque pericoloso, qualcuno ci può cascare dentro. E resta il problema dello sversamento».

Gli abitanti non ne possono più. «Qui bisogna individuare quali sono le case che non si sono allacciate – dicono –. Magari uno neanche lo sa che non è allacciato. Magari ha comprato la casa da un proprietario che non si era messo in regola. Gli strumenti ci sono: ci sono i liquidi colorati che si possono versare negli scarichi e che indicano dove questi finiscono. Insomma, se c’è stata un’ordinanza e qualcuno non l’ha rispettata va accertato».

In questi giorni gli abitanti hanno tempestato di telefonate gli uffici del Comune per chiedere un intervento. Ma chi deve intervenire?

L’Acquedotto del Fiora, come noto, ha competenza solo sulla fogna. Il Comune, invece, ha competenza solo sulla canaletta delle acque chiare. Eppure l’ordinanza emessa 15 anni fa è del sindaco (ovvero del Comune). E spettava al Comune, a suo tempo, verificare che tutti la rispettassero. A questo punto, invece, a chi toccano i controlli e le sanzioni?

Dopo le telefonate insistenti agli uffici pubblici, ieri mattina in via del Mare a Rispescia c’erano gli operai comunali e quelli del Fiora. L’Acquedotto – spiegano dalla società – ha fatto ispezionare le tubature della fogna che sono risultate pulite e si è messo a disposizione per un’azione congiunta con il Comune. Il Comune, dal canto suo, ha cominciato a far sistemare la soletta rotta. «Questo intervento già dovrebbe aiutare – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Megale –. Chiaramente l’ordinanza è stata fatta molti anni fa e se qualcuno non ha ottemperato ha commesso un reato. I lavori che bisogna fare competono sia al Comune che all’Acquedotto. In questi casi di fognatura mista sono previste precise percentuali di compartecipazione. Chiederemo al Fiora di avviare dei controlli insieme ma non sono cose che si risolvono su due piedi». —

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