Il Tirreno

Grosseto

la storia dei terreni  

Quando il marchese accarezzò l’idea di renderli edificabili

E. P.

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grosseto. I circa 17 ettari di terreno agricolo nella zona del Casalone, tra via Sordi e la ferrovia, che potrebbero essere resi edificabili dalla variante che l’ufficio urbanistica sta predisponendo, sono già stati oggetto di un’osservazione che era stata respinta in sede di approvazione del regolamento urbanistico vigente.

Il piano strutturale aveva previsto che vi si potesse costruire sia a destinazione residenziale che commerciale. Nel tempo si erano fatte avanti anche due società – Scav Prema e Ricasoli Iniziative Immobiliari – che avevano presentato al Comune proposte con interventi anche di pubblico interesse: un edificio di culto, un centro diocesano, aree destinate a attività sportive e un nuovo polo scolastico comunale.

Con la variante manutentiva del piano strutturale e l’adozione del regolamento urbanistico, però, quei terreni erano stati declassati da edificabili a verde privato, cancellando, così, anche le previsioni di edilizia pubblica e convenzionata che vi erano state inserite. In sede di approvazione definitiva del regolamento urbanistico, nel 2011, l’allora proprietario, il marchese Giovan Francesco Rosselli del Turco, aveva presentato un’osservazione in cui, ripercorrendo la storia urbanistica di quei terreni, ricordava anche che su di essi sarebbe dovuta passare una nuova viabilità, anche di rafforzamento del sottopasso ferroviario esistente, per il collegamento con l’Aurelia sud, e che sempre quei terreni erano stati indicati anche per ospitare quello che era stato definito “Grossetello”, il polo calcistico che a suo tempo era stato ipotizzato da Piero Camilli.

L’osservazione, che chiedeva di riportare quei terreni alla destinazione di terreni edificabili, con un vasto ventaglio di funzioni – residenziale, commerciale, direzionale, impianti sportivi e ricreativi, impianti per spettacoli e anche residenze sanitarie assistite – era stata respinta, senza escludere però, per il futuro, dopo aver valutato lo stato di attuazione del regolamento urbanistico, la possibilità di una rivisitazione urbanistica. –

E. P.

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