La protesta
Avvelenamento o virus, strage di piccioni decine di carcasse avvistate in tutta la città
Analisi in corso all’Istituto zooprofilattico, colonia felina in allarme. Interviene la Lac: «Negli ultimi due giorni tantissimi casi»
Una strage: in poche ore ne sono stati trovati morti a decine, in più punti di Grosseto. Carcasse di piccione sono spuntate fuori e dentro il centro storico, a Gorarella, Barbanella, in zona Casalone, nel cortile del Consorzio Bonifica. In alcuni casi i volatili erano vivi ma agonizzanti. C’è chi se li è visti cadere di fronte «stecchiti: sono piombati a terra accanto alle palme: mai visto un fenomeno così massiccio», giurano i volontari che hanno raccattato diversi esemplari. Cos’è successo? Al momento se ne ignora la causa; le analisi sono in corso. Le ipotesi in campo sono due: avvelenamento o virus.
A segnalare il fenomeno sono stati i volontari della Colonia felina di piazza Caduti sul lavoro, sulla curva di via Manetti e via Ximenes. «Tra venerdì e domenica – dice Andrea Fabbri, il responsabile della colonia – nell’area di piazza Caduti sul lavoro, in via Manetti di fronte ai campi da tennis nonché all’interno del cortile della Bonifica, sono stati individuati e rimossi 31 piccioni morti. Altri 3 vivi sono stati consegnati alla veterinaria; altri 3 sono stati schiacciati dalle macchine (presumibilmente dopo essere già morti, ndr), e 8 sono risultati predati». Mangiati dai gatti.
Anche e soprattutto per questo – per il sospetto d’avvelenamento – la colonia felina si è subito attivata per capire se vi fossero rischi per i mici. Una prima ipotesi, al momento non avallata da niente, è che i volatili siano morti per colpa di un veleno “a bassa tossicità”. I volontari della colonia hanno visto alcuni gatti predare i piccioni a terra e li hanno osservati a distanza di 2 giorni per capire se avessero sintomi da avvelenamento. «Per fortuna nessun sintomo, i gatti stanno bene». Dunque, o si tratta di veleno “non letale” o di causa diversa dal veleno (esempio virus). Dopo aver trovato le carcasse a terra Fabbri ha chiamato la Lac, la lega anticaccia intervenuta sul posto. «Noi e loro insieme (Colonia e Lac, ndr) abbiamo fatto foto e rimosso le carcasse - continua Fabbri - A volte c’erano stati sì episodi, ma nulla di così massiccio: abbiamo visto i piccioni cadere dalle mura, sbattere contro le palme malate»; impressionante.
Anche Raimondo Silveri (Lac)racconta d’aver ricevuto decine di chiamate in queste ore e parla di «un fenomeno massiccio che non avevamo mai riscontrato prima: quando siamo intervenuti alle 17, 30 di sabato – dice – abbiamo avvertito la Municipale che ha chiamato la ditta incaricata dello smaltimento, la Calussi». Piccioni morti sono stati segnalati a Barbanella, via Alberto Sordi, via dei Mille, via San Martino, Chiasso degli Zuavi, parco di via Giotto. Decine di casi. Tre piccioni feriti sono stati recuperati e portati dalla veterinaria Barbara Vieri che, con il servizio della Regione Sos animali, li ha curati e già ieri stavano bene. «Tutti e 3 gli esemplari - dice lei - saranno liberati presto».
I piccioni morti - invece - sono stati portati ieri mattina all’Istituto zooprofilattico che dovrà accertare se si tratti di veleno o virus. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
