Sicurezza
In cento alla Finoria per dire no all’antenna Esposto alla Procura
Ieri la manifestazione contro l’installazione del traliccio Il sinadaco Biondi annuncia un piano per ostacolare i lavori
In cento si sono ritrovati ieri pomeriggio all’ombra del traliccio del parco della Finoria.
L’obiettivo era proprio quello di manifestare contro il gigante di 43 metri in fase di completamento all’interno del parco gavorranese.
Oltre alla presa di posizione il nuovo “comitato di cittadini contro i tralicci per le antenne” ha poi voluto mostrare subito i denti presentando un esposto in Procura. Tra i cento che ieri pomeriggio si sono ritrovati nel parco, molti i rappresentanti politici di ogni colore che hanno voluto aderire all’iniziativa: dai rappresentanti di Bene Comune a quelli del centrodestra guidati dal capogruppo Andrea Maule. Ad aprire la manifestazione è stata Gina Redi, coordinatrice del comitato: «Lo scorso 4 marzo, quando si è svolta in biblioteca l’assemblea per discutere insieme all’amministrazione del traliccio, ci siamo sentiti umiliati – ha detto Redi – per questo, in maniera apolitica, abbiamo deciso di formare il comitato chiedendo chiarimenti e cercando di fare qualcosa, visto che non abbiamo potuto contare sul sostegno dell’amministrazione».
Il comitato ha poi sottolineato il fatto che la contrarietà non è in assoluto verso tutti i tralicci ma, in particolare, verso quello della Finoria, costruito nel mezzo ad un parco pubblico e di fianco ad un campeggio in fase di alienazione. «Il traliccio è stato messo lì perché più raggiungibile dalla ditta – ha spiegato Redi – ma è allucinante che l’amministrazione precedente abbia permesso una cosa del genere ricavando, inoltre, soltanto 6 mila euro all’anno». Il sindaco Andrea Biondi, anche lui presente ieri pomeriggio in Finoria, ha spiegato di avere la volontà di mettere mano al piano delle antenne: «Ho contattato dei professionisti per rivedere l’attuale piano che riteniamo lacunoso». Nulla però, secondo Biondi, è più fattibile nei confronti del traliccio adesso quasi portato a conclusione. Dure le parole che Maule ha voluto rivolgere al sindaco: «La strada della revoca del permesso di costruire non è l’unica percorribile – ha detto il capogruppo del centrodestra – Vi sono altre possibilità ed altre opportunità per ostacolare e disincentivare la realizzazione del traliccio, mantenendosi sempre e comunque entro i termini della legittima legalità. Lo invitiamo pertanto ad uscire dalla stanza dei bottoni ed attivarsi concretamente. La cittadinanza tutta non vuole il traliccio e le preoccupazioni aumentano di giorno in giorno» ha concluso Maule. —
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