Il dolore
Il paese perde un pezzo di storia: addio a Rio Tonelli
A Castel del Piano se ne va un altro pezzo di storia. I funerali nella chiesa della Propositura
CASTEL DEL PIANO. A Castel del Piano se ne va un altro pezzo di storia. È morto ieri, vegliato con amore dalla moglie Livia, Rio Tonelli, per due volte sindaco di Castel del Piano, politico di spicco, da sempre nelle fila del Psi di cui aveva tuttora la tessera, esponente e socio di tutte le associazioni paesane. Una persona che mai si è risparmiata per Castel del Piano alla cui crescita ha contribuito con la creatività, l’impegno morale e economico e con la partecipazione alla vita collettiva.
Era nato a Montegiovi, il 20 ottobre 1931, ma poi aveva sempre risieduto a Castel del Piano, prima al podere Le Cerrete e poi al podere Piano (dove era rimasto, come diceva, un pezzo del suo cuore) fino a quando non era arrivato nella cittadina amiatina.
Fin da giovanissimo, dopo il diploma di ragioniere, titolo a cui teneva tantissimo e di cui racconta nel suo libro di memorie, Tonelli militò nel Partito socialista italiano, come anima e segretario di sezione. Un ideale passato immune da tentennamenti, e come socialista era stato sindaco dal 1964 al 1975. Era presente in tutte le associazioni: dal 1991 a oggi è stato presidente della Filarmonica Rossini, presidente della società calcistica Neania dal 1969 al 1974, e della Pia Associazione di Misericordia. Il 22 maggio 1960 era stato socio fondatore della coop “Unione Amiatina”. Nel 1968 era stato protagonista della fondazione delle contrade. Del Monumento, a cui apparteneva, è stato sostenitore appassionato.
Nel 1982 fonda Amiata Auto, concessionaria Fiat, che ha chiuso i battenti nel 2014, dopo essere stata punto di riferimento di valore per il commercio di automobili.
Tonelli era anche scrittore e poeta e nel suo libro “Occhio alla penna” (Effigi, 2016) racconta pezzi di vita, dà corpo ai ricordi, fa rivivere personaggi, episodi, tradizioni del paese e momenti salienti di vita cittadina. Brillante e ironico, pronto alla battuta salace, passionale e divertente, scrive in occasione di ricorrenze, compleanni, matrimoni, un menestrello d’altri tempi. Il 2 giugno del 2006 gli viene conferita l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica.
Il direttore della scuola di musica e maestro della Filarmonica Massimiliano Santella con grande commozione lo ricorda: «L’ho conosciuto alla fine degli anni ’80 quando era presidente della Banda e ho lavorato con lui ad Amiata Auto per 17 anni. Una persona intelligente, riservata, lungimirante, con lo sguardo sempre rivolto al futuro e ai giovani. Per la nostra banda aveva un amore profondo e due giorni fa mi aveva detto: “Quando torni parliamo della nostra banda”. Aveva voluto fortemente la scuola di musica e il progetto Sarabanda. Perdiamo una persona di valore, con grande senso delle istituzioni e attaccamento a tutte le persone che si muovevano nell’associazionismo per il bene del paese, come la Pro loco in cui a lungo aveva operato».
Lo stendardo della Filarmonica, con quello del Monumento e la bandiera del Psi sono stati esposti nella camera ardente. I funerali, lunedì 25 alle 11 nella chiesa della Propositura, la sua filarmonica gli darà l’estremo saluto.
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