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Grosseto

Tutti in fila per ammirare l’aquila prima che “voli” sull’obelisco

fiora bonelli ; F.B.
Tutti in fila per ammirare l’aquila prima che “voli” sull’obelisco

Appena tornata da un lungo restauro a Firenze, la scultura resterà per una settimana in Municipio per poter essere vista da vicino 

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il ritorno

fiora bonelli

La grande aquila di bronzo, costruita nel 1924 per chiudere la cuspide del monumento ai caduti di Castel del Piano, è tornata da Firenze dove è stata restaurata. Fino a giovedì sarà possibile ammirarla nella sala Elia Forti del palazzo comunale e lo stesso giorno sarà di nuovo issata al suo posto in cima all’obelisco del parco della Rimembranza.

Intanto l’aquila, che mai era stata vista da vicino dalla popolazione, ha creato grande interesse e curiosità fra la gente che ininterrottamente va a visionare questa scultura di bronzo, progettata con la mole votiva del monumento da Francesco Notari nel 1924.

Alta un metro e 35 centimetri, pesa 120 chilogrammi ed è stata ancorata a una piastra di ferro, affinché possa essere posizionata sulla contropiastra già issata in cima all’obelisco. Il suo restauro è avvenuto nel laboratorio di Nicola Salvioli il quale, oltre alla pulizia totale, ha restaurato alcune parti, soprattutto delle ali, consumate dal tempo e dagli agenti atmosferici, e ha saldato alcune spaccature. «È una grande opera d’arte – commenta Paola Filoni, anch’essa pittrice e restauratrice di Castel del Piano – armoniosa, potente, curata nei minimi dettagli».

La gente che va a vederla le gira intorno, la guarda da sotto, perché il punto di vista della scultura è proprio da sotto la sua testa, vista la posizione in alto a cui il manufatto è stato destinato. Sopra la testa sarà posizionato, come da progetto originale, un bandierino con i colori della bandiera italiana e un’asta che segna i punti cardinali e che ruoterà sospinto dal vento. Ricostruito secondo il progetto Notari col contributo della contrada del Monumento, lo ha ridisegnato l’architetto Francesco Marchini e realizzato l’artigiano Remo Ciacci, entrambi a titolo gratuito. «È una bandiera italiana – spiega Marchini – con sotto la rosa dei venti. Dietro la faccia della bandiera, un’elica segna la direzione del vento. Sopra una croce e sopra ancora una stella». La stella di ferro sarà indorata con oro a 24 carati dal restauratore Salvioli, come spiega il tecnico comunale Matteo Bognomini. La scultura, nel 1924, fu portata a Castel del Piano dalla fonderia da Alfredo Flamini che faceva il noleggiatore e andò a prenderla col suo camioncino. — F.B.

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