Il Tirreno

Grosseto

terremoto in comune 

Carullo non guida più la municipale Il comando insorge: «Scelta sbagliata»

Gabriele Baldanzi
Carullo non guida più la municipale Il comando insorge: «Scelta sbagliata»

Scambio di ruolo con Paolo Negrini all’ufficio personale. Il sindaco parla di turnazione, ma ci sarebbe un retroscena

4 MINUTI DI LETTURA







Per il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna lo scambio di uffici e responsabilità tra Felice Carullo e Paolo Negrini «è utile a garantire la vitalità e l’efficienza della struttura». Per buona parte degli uomini e delle donne in forza al comando, che hanno ascoltato in silenzio il “congedo” signorile e commosso di Carullo, si tratta invece di «un colpo basso, una scelta incomprensibile, sbagliata nel metodo, nei tempi, nella sostanza». Parole che alcuni avrebbero voglia di urlare in faccia agli amministratori, ma che invece escono sotto voce, mischiate a delusione e rabbia.

Per il corpo dei vigili urbani del Comune di Grosseto ieri è stata una giornata campale, da circoletto rosso. La notizia dell’avvicendamento del comandante – assunto ai tempi dell’amministrazione Antichi, nel 2002, rimasto in carica per 17 anni – era ufficiosamente rimbalzata, giovedì sera, alla centrale di via Zanardelli. Lo stesso Carullo, che preferisce non parlare con i giornalisti, aveva appreso la notizia solo poche ore prima, per bocca dell’assessore Fausto Turbanti. Erano già fissate riunioni per i prossimi giorni e una programmazione di medio lungo periodo su spostamenti, formazione e altro da portare avanti con gli uffici e gli agenti. Insomma, un fulmine a ciel sereno. La reazione di buona parte del comando, come detto, è stata emozionale. C’è stato chi si è messo a piangere, chi ha proposto di andare subito sotto il Municipio, in divisa, a protestare. Carullo è rimasto lucido: «È un cambiamento che ci farà crescere, siate responsabili e professionali come sempre. Non voglio piazzate, né attestati di solidarietà, né post su Facebook. È una scelta da rispettare quella della giunta. A fare la differenza siete sempre stati voi e voi continuerete a farla, a prescindere dal comandante».

Alle 13, 30 il comunicato dell’amministrazione, con i soliti toni gioiosi. «Siamo a metà mandato e, come avevamo programmato, proseguiamo la rotazione degli incarichi dirigenziali». A dire il vero l’unica turnazione degli incarichi, fino a oggi, era stata quella – prevista fin dalla campagna elettorale – tra Giulio Balocchi e Nazario Festeggiato, due anni fa. Ora Vivarelli Colonna, a sorpresa, dispone il conferimento a Felice Carullo (un ex militare, ufficiale delle Fiamme Gialle tra il 1991 e il 2002) della direzione del settore organizzazione risorse umane e sistemi informativi. Con lo stesso atto Paolo Negrini viene incaricato di seguire il settore della polizia municipale, la sicurezza e l’ambiente. Negrini, per qualche mese, era già stato in questo settore, nel 2010, come impiegato. La sensazione di molti è che il sindaco e la giunta (che ha deliberato l’atto all’unanimità) stavolta non abbiano valutato a pieno la portata di una scelta che avrà ripercussioni anche nelle relazioni esterne, nel rapporto quotidiano con la città. «Crediamo fortemente nella turnazione degli incarichi – scrive il sindaco – perché consente un esercizio di elasticità e al dirigente la ricerca di opportunità nel misurasi con nuove sfide». Carullo e Negrini, per stessa ammissione del sindaco, hanno ottenuto ottimi risultati negli uffici occupati fino a oggi. Non si spiega, quindi, la ragione del cambiamento. Tra le righe del comunicato, però, qualche indicazione arriva: «la rotazione sarà un efficace strumento per garantire il raggiungimento dei nostri obiettivi di mandato (…)». Come dire? Con Carullo, forse, alcuni obiettivi di mandato non li avremmo potuti realizzare. Carullo, a dire il vero, si era già dimesso due volte. La prima, nel dicembre del 2016, dopo le accuse della Iena Maremmana Lorenzo Mancineschi. In quella circostanza il comandante della polizia municipale e dirigente dell’ufficio Ambiente, si era presentato in Comune per parlare con il sindaco e con l’assessore alla polizia municipale Fausto Turbanti. Mezz’ora di colloquio: il tempo di presentare le dimissioni, definendole «un atto dovuto», sentirsele respingere con convinzione e rientrare al comando. Più forte di prima. La seconda volta otto mesi fa, pare per incomprensioni con l’assessore e con alcune componenti politiche della maggioranza. Di nuovo respinte. Una gola profonda suggerisce, però, un’altra lettura, forse la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo: Carullo avrebbe difeso l’operato della municipale in un delicato sopralluogo sfociato nella denuncia di tre giovanissimi. Da lì sarebbe iniziata una forte pressione sul sindaco per rimuoverlo. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa