Sicurezza
Caos Peep Pizzetti: partono i pignoramenti
L’Agenzia delle Entrate ha inviato gli atti ai morosi Il tribunale discuterà le sospensive nell’udienza di maggio
Chi stava aspettando di capire quale fosse la decisione del giudice che dovrà stabilire se applicare o meno la sospensiva del pagamento della cartelle esattoriale inviata a fine luglio ai proprietari degli appartamenti dell’area Peep Pizzetti, ha ricevuto, nei giorni scorsi, una doccia gelata: l’atto di pignoramento dei crediti verso terzi emesso dall’Agenzia delle Entrate. Un atto che non è stato recapitato a tutti i proprietari delle abitazioni, che sono circa trecento, ma che è arrivato a coloro che ancora non hanno ottenuto la sospensiva da parte del tribunale. Una dozzina di loro, sono seguiti dall’avvocato Sabrina Pollini, che già a settembre dell’anno scorso aveva presentato i primi ricorsi contro quelle cartelle, la cui emissione era stata richiesta dal Comune. La prima udienza in tribunale c’è stata a gennaio, ma il giudice ha rinviato tutto a maggio. E così, l’atto di pignoramento dei crediti verso terzi è partito automaticamente: l’Agenzia delle Entrate, senza ricevere da parte dell’amministrazione comunale il semaforo rosso, deve procedere, così come stabilito dalla legge nazionale sul recupero coattivo dei crediti. E il Comune, dal canto suo, non avrebbe potuto segnalare all’ente riscossore, una modifica della pratica aperta perché non è ancora intervenuta un’ordinanza del giudice con la quale sia stata definita la sospensiva che è stata già accordata ad alcune cooperative che avevano presentato ricorso.
«Abbiamo rilevato alcuni motivi di nullità nell’invio delle cartelle esattoriali - spiega l’avvocato Sabrina Pollini - Per prima cosa è proprio lo strumento utilizzato, la cartella esattoriale inviata dall’Agenzia delle Entrate, che non può essere usato». In pratica le cartelle arrivano come se si trattasse di tributi o di multe, invece si tratta di oneri di esproprio. «Poi c’è anche un altro motivo di nullità - aggiunge l’avvocato - perché il prezzo che viene stabilito è quello al metro cubo mentre deve essere applicato quello al metro quadrato».
Ora, con il pignoramento, che riguarda cifre che vanno dai 18 ai 20mila euro già maggiorate dagli interessi di mora, i proprietari degli appartamenti si vedono aggredire direttamente i loro beni: i conti corrente, lo stipendio, le provvigioni, i beni mobili, come le moto e le auto.
Il dubbio sollevato dall’avvocato Pollini riguarda proprio le cifre che verranno prelevate da oggi fino all’udienza di maggio, nel caso in cui il giudice deciderà la sospensiva.
È una matassa difficile da sbrogliare, quella che riguarda il Peep Pizzetti e che coinvolge oltre trecento cittadini: il Comune deve rientrare di un debito, quello pagato per il conguaglio dell’esproprio dell’area, di circa sette milioni di euro, per evitare la condanna per danno erariale da parte della Corte dei conti. Le cartelle furono scelte proprio perché erano lo strumento - secondo il Comune - meno costoso per i cittadini e potevano essere anche pagate a rate. In tanti si sono opposti a quel pagamento facendo ricorso in tribunale e aspettando la decisione del giudice. —
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