Il Tirreno

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arcidosso 

Su change.org al via la petizione antigeotermica

Fiora Bonelli

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La battaglia antigeotermica sbarca sul portale change.org, dove nei giorni scorsi è stata avviata la petizione “No Trivelle Geotermiche”, con l’intento di confluire in un referendum.

Il motto del fronte antigeotermico è: «La geotermia deve perdere gli incentivi, non essendo fonte rinnovabile». E a guidare la petizione c’è Silvia Perfetti, leader di Arcidosso a 5 stelle, da sempre impegnata nella battaglia contro la geotermia. In pochi giorni la petizione è stata firmata da 5.300 persone in tutta Italia e Perfetti è pronta, con i suoi, a chiedere un referendum sulle trivelle “on shore”.

Secondo Perfetti, la geotermia non è una fonte rinnovabile e per questo le società che producono energia sfruttando il calore della terra non avrebbero diritto agli incentivi statali.

«Si è scelto deliberatamente di introdurre la geotermia fra le tipologie di energia rinnovabile e non se ne capisce il motivo – dice Perfetti – ma soprattutto come faccia a essere considerata sostenibile».

Le trivellazioni? «Portano dissesto idrogeologico e subsidenza e terremoti indotti», dice Perfetti. I pozzi? «Hanno un tempo di sfruttamento limitato e già questo contraddice nei termini che la risorsa sia rinnovabile». Insomma: «Non si rinnova un bel niente e si continuerà a perforare in cerca di nuove risorse sfruttabili – sostiene la promotrice della petizione –. Consideriamo poi il territorio italiano, densamente popolato e fortemente sismico. Situazione ideale per innescare sequenze sismiche in tutta la penisola».

Gli argomenti su cui si basa la presa di posizione sono i medesimi che da anni gli ambientalisti portano avanti per contrastare le centrali: trivellazioni, falde acquifere, terremoti, consumo di suolo. «Quanta acqua – chiede Perfetti – si deve impiegare per una trivellazione? Di quanta acqua ha bisogno l’impianto per funzionare? Una follia. Quanto è il consumo di suolo compresi i vapordotti? Il tutto sempre sul territorio italiano e nello specifico nelle aree paesaggistiche più interessanti, perché ben lontane dalle città».

A ciò si aggiunge la partita delle emissioni. Perfetti cita tonnellate di acido solfidrico, chili di mercurio e chili di arsenico, oltre cheradon, ammoniaca e altre sostanze pericolose che finiscono in atmosfera ogni anno e che si depositano anche nel terreno e da lì nella catena alimentare.

Perfetti e i suoi, dunque, invocano con la petizione, l’esclusione della geotermia dal Fer (Fonte di Energie Rinnovabili) 2.

«Se è vero che gli incentivi hanno come scopo di portare a maturazione una tecnologia produttiva – conclude Perfetti – si può affermare che le trivelle geotermiche abbiano fallito e sia giunto il momento di smantellare e restituire i territori ai cittadini per un vero sviluppo sostenibile turistico e agroalimentare. Per confrontarci su questi temi, oltre ad aver più volte scritto a politici direttamente o parallelamente coinvolti in questo ambito, senza ottenere mai una risposta, abbiamo lanciato una petizione nazionale “No Trivelle Geotermiche” su change.org, e siamo pronti a richiedere un referendum sulle trivelle on shore, se anche questo ultimo appello verrà disatteso».

La richiesta è stata indirizzata ai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. —

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