Il dolore
Diffida dei due Comuni «La Regione non annulli la nuova autorizzazione»
follonica. Con la sentenza pubblicata dal consiglio di Stato lo scorso 21 gennaio è stato bloccato l’impianto di trattamento di rifiuti della società Scarlino Energia, autorizzato dalla giunta regionale nell’ottobre 2015 e già fermato dal Tar il 10 luglio 2017.
La Regione Toscana nel 2018 aveva rilasciato un nuovo provvedimento di autorizzazione al funzionamento dell’impianto e oggi il Comune di Follonica insieme a quello di Scarlino ha formalmente diffidato la regione Toscana ad annullare in autotutela la delibera della giunta del 30 luglio 2018 per mancanza di presupposti in fatto e in diritto che ne hanno determinato l’adozione.
I due Comuni avvertendo inoltre che, in caso di rifiuto, si riservano di tutelare le ragioni proprie di fronte all’autorità giudiziaria, anche per il risarcimento dei danni subiti.
Con la sentenza di primo grado, frutto del ricorso dei Comuni di Follonica e di Scarlino e delle associazioni ambientaliste, il Tar aveva richiesto «l’integrazione della valutazione di impatto ambientale in relazione all’aspetto sanitario e a quello concernente la permeabilità del Canale Solmine», annullando parte degli atti autorizzativi regionali. La Regione Toscana aveva integrato il procedimento il 30 luglio 2017. I Comuni di Follonica e di Scarlino avevano fatto ricorso contro la sentenza del Tar. E lo scorso 21 gennaio il Consiglio di Stato ha confermato l’annullamento degli atti autorizzativi, ravvisando «l’incompletezza dell’approfondimento istruttorio sul piano tecnico-scientifico condotto dalla Regione e, di conseguenza, l’illogicità e l’incongruità della scelta finale emanata».
Secondo il consiglio di Stato gli atti del procedimento amministrativo vanno rivisti «al fine di esaminare più compiutamente le criticità progettuali emerse e ridurre per quanto possibile l’apposizione di prescrizioni». —
Giulia Sili
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
