Il Tirreno

Grosseto

alla cittadella  

Le entrano i ladri in casa Pensionata sotto choc «Sapevano i miei orari»

Giovanna Mezzana
Le entrano i ladri in casa Pensionata sotto choc «Sapevano i miei orari»

In pieno giorno hanno smontato la serratura della porta blindata e hanno messo l’appartamento  a soqquadro. Il racconto e la denuncia della donna  

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«Mi hanno balzellato per giorni, altrimenti non potevano conoscere i miei orari». È il pensiero che rimugina – con un’ansia che le toglie il fiato – una pensionata di 67 anni che ieri mattina è uscita dal suo appartamento in zona Cittadella per andare a far visita a un’anziana. E quando è rincasata – prima dell’ora di pranzo – ha trovato tutto a soqquadro. È sotto choc. Piange mentre al telefono descrive al Tirreno quanto le è accaduto: gli agenti della polizia di Stato – che ha chiamato subito dopo aver varcato l’uscio e essersi resa conto del disastro – sono appena andati via. Ora è in attesa che arrivi suo figlio e, sfogandosi, racconta nel dettaglio come i ladri hanno calpestato e buttato all’aria il luogo più intimo che possiede: la sua casa.

La Cittadella, via Mozambico. Sono le 7.50 di ieri quando la pensionata esce. Fa rientro alle 12. 5 e quando è sul pianerottolo del condominio si accorge che c’è qualcosa che non va: la serratura della porta blindata non c’è più. È stata smontata. Qualcuno è entrato. Prima ha il dubbio, poi la conferma. «Sono andati in camera – racconta – mi hanno aperto e buttato all’aria ogni cassetto, hanno gettato tutto sul letto, per terra. Mi hanno ribaltato ogni cosa».

«Cercavano l’oro – continua – ma io non ne tengo: ho solo un paio di orecchini e li avevo indosso. E sicuramente cercavano soldi, in contanti, ma di soldi in casa non ce ne sono: capita che tenga qualcosa in un barattolo in cucina, che mi hanno rovesciato, ma era vuoto».

Da una prima ricognizione fatta quando ancora era sconvolta, secondo la pensionata dal suo appartamento non è stato portato via nulla: il colpo per i ladri ha fruttato un bottino pari allo zero. Restano i danni: «La porta blindata è piuttosto vecchia – descrive – La pagai in lire, un milione, ma adesso è inutilizzabile; dovrò chiamare un falegname per farla rimettere a posto. Sto aspettando mio figlio, spero arrivi subito, perché così non posso stare». E, soprattutto, resta quel senso di profanazione di ciò che è intimo e che sconvolge ben più della perdita di oggetti preziosi.

E poi c’è un pensiero che le dà tormento: «Ieri (martedì per chi legge) – dice – sono rimasta a casa: non mi sentivo bene. Perché non sono venuti ieri? Io sono certa che abbiano studiato i miei orari e i miei movimenti. Erano giorni che dalla finestra vedevo due sconosciuti che si aggiravano da queste parti». Chi è entrano nella casa della pensionata ha messo a segno il colpo indisturbatamente: di quattro famiglie che abitano sul medesimo pianerottolo, tre erano fuori e nel quarto appartamento c’era solo un’anziana che non avrebbe udito nulla, neppure il “colpo” alla serratura blindata. –



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