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terremoto in casa pd 

Capalbio, il Pd candida Donati: Continenza si dimette

Francesca Ferri
Capalbio, il Pd candida Donati: Continenza si dimette

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A due mesi dalle elezioni il Pd capalbiese sceglie il candidato sindaco. Ed è un terremoto che scombussola gli umori e fa crollare alcuni “mattoni” che sembravano già ben piantati nella lista. Il “terremoto” porta il nome di Marco Donati, segretario dell’Unione comunale del Pd di Capalbio, già assessore al bilancio nel primo mandato Bellumori-Bianciardi, a sorpresa indicato candidato sindaco martedì nel corso dell’Unione comunale Pd. Sotto le “macerie” rimangono l’assessora Giulia Pipi, il consigliere comunale Giancarlo Nardi e l’assessore Alessandro Continenza, i tre in pole position per raccogliere le redini di Luigi Bellumori.

A innescare la scossa è stata, un paio di settimane fa, la rinuncia del vicesindaco Alessio Teodoli alla candidatura. Teodoli si è ritirato per «motivi familiari», ha spiegato. Fino a quel momento nella lista – non ufficiale – figuravano i nomi di Pipi, Nardi e di Continenza. Chi dei tre sarebbe slittato a occupare il posto di candidato?

Nessuno dei tre. Il Partito democratico capalbiese ha scelto infatti Donati da presentare agli elettori per il dopo Bellumori.

La candidatura non è stata ufficializzata. Manca il sigillo del diretto interessato, che si è riservato un paio di giorni per pensarci. Il Pd ha comunque annunciato per oggi un comunicato stampa.

È bastato però solo l’annuncio di un nome diverso dalla “triade” a scatenare un putiferio e diversi mal di pancia in una parte del Pd.

La reazione più energica è stata quella di Continenza. «Dopo dieci anni di onorato servizio, prima come consigliere comunale con delega e poi come assessore – spiega al Tirreno – ero in grado di prendere le redini della situazione e di portare avanti le istanze avviate con questa amministrazione. Ero pronto ad appoggiare Teodoli ma lui ci ha ripensato. Si doveva trovare un sostituto e il nome doveva uscire tra Pipi, Nardi e io. E dato che Bellumori non si ripresentava e Teodoli aveva appena rinunciato, l’amministratore in carica più anziano ero io». Continenza era «pronto a creare un nuovo gruppo dove avremmo lavorato tutti insieme – spiega – ma se non sono ritenuto la persona qualificata preferisco uscire e lasciare campo libero».

La sua decisione, dice Continenza, «non è contro l’attuale sindaco» ma «il nome del candidato – precisa – doveva uscire dalla triade Pipi, Nardi e Continenza. Il Pd mi avrebbe voluto e avevo diritto a partecipare da protagonista. È evidente che c’è una regia esterna, diversa da quella della base».

Che il vento fosse cambiato, Continenza lo aveva avvertito: «Gente che incontro per strada, con cui ci siamo sempre salutati e che ora si gira dall’altra parte».

Continenza non fa nomi ma già ieri, via Pec, ha rassegnato le dimissioni. Non è un mistero, però, che a Capalbio forti voci critiche verso il Pd si siano levate di recente su diverse questioni, come ad esempio la Bolkestein. Proprio un anno fa fece scalpore l’annuncio in tv del gestore dell’Ultima Spiaggia, Adalberto Sabbatini, di lasciare il Pd e votare centrodestra. Ora la bufera sul candidato sindaco. —

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