Sicurezza
Cala del Gesso devastata da orde di turisti: il Comune vuole contingentare l’accesso
Il sindaco: «Dobbiamo tutelare quel patrimonio». E chiede aiuto a Wwf e Legambiente. Stessa ipotesi per altre spiaggette
ORBETELLO. Quando cominci a scendere il viottolo un po’ dritto e un po’ a tornanti, e all’improvviso tra la macchia mediterranea si staglia – laggiù – Cala del Gesso, scopri che anche sulla Terra c’è il Paradiso. Al tiepido sole dell’inverno quella spiaggetta che si apre sotto la Panoramica di Monte Argentario, bagnata da un mare talmente azzurro da sembrare celestiale, è un luogo da sogno. D’estate, invece, è un fazzoletto di terra preso d’assalto da tanti turisti quanti ce ne stanno e dove si suda gomito a gomito; al tramonto restano le tracce del transito dell’orda umana: cartacce in cui sono stati avvolti i panini, bottiglie di plastica, contenitori di creme abbronzanti, finanche escrementi che rimangono lì – Il Tirreno a Cala del Gesso c’è stato a dicembre – anche parecchi mesi dopo il termine della stagione dei vacanzieri. Il sindaco Franco Borghini ora dice stop. Stop alla devastazione di un patrimonio naturale e paesaggistico della Costa d’Argento che è un unicum.
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Regole di accesso
«L’idea – dice il sindaco di Monte Argentario – è quella di contingentare l’accesso a quella cala per tutelare quel luogo frequentato d’estate da migliaia di persone, di prevedere insomma delle regole di fruizione ma non per i residenti che, per altro, la visitano poco». In che modo? L’Amministrazione Borghini ci sta pensando e, siccome la filosofia e l’obiettivo sono quelli di custodire il patrimonio naturalistico e paesaggistico – «Non ci interessa incassare soldi dalle multe ai camper parcheggiati sulla Panoramica» dice Borghini – il sindaco si è rivolto a chi di tutela dell’ambiente se ne intende.
«Aiutatemi»
Lunedì scorso si è svolto un incontro con il sindaco Borghini e il Wwf: «Ho chiesto a Fulco Pratesi (Wwf Italia) – dice il primo cittadino – di prendere contatti anche con Legambiente perché insieme possano suggerirmi un progetto fattibile. Io non so se sia meglio percorrere la strada del contingentamento o della chiusura a ore di Cala del Gesso ma anche di altri luoghi come la Spiaggia del Cauto e il Mar Morto; voglio che siano loro ad aiutarmi con le loro esperienze». Il sindaco accarezza l’idea di prevedere regole di accesso alle paradisiache calette già dall’estate 2019.
Qui il Wwf
«Ci ha fatto molto piacere – riferisce al Tirreno Alessandra Caponi, che con Fabio Cianchi e Pratesi (Wwf Italia) ha accolto l’invito del sindaco Borghini – che un’amministrazione comunale ci chiedesse come preservare sia la bellezza di un luogo evitandone il sovraffollamento sia l’interesse del pubblico a goderne: del resto, anche le Oasi non sono musei chiusi. Cala del Gesso ha un grande valore e di fronte alla spiaggetta c’è l’isolotto dell’Argentarola, un luogo pressochè unico per la sua biodiversità. L’intento del sindaco di Monte Argentario è quello di mettere a disposizione questi tesori ma in maniera regolamentata. Noi stiamo predisponendo un progetto, a breve faremo anche un sopralluogo a Cala del Gesso e poi lo proporremo all’Amministrazione comunale». Perché Cala del Gesso, come molte altre spiaggette della Costa d’Argento, possa continuare a regalare bellezza. Sempre più a lungo.
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