Il Tirreno

Grosseto

le associazioni di catEgoria 

«Vittime e carnefici nella stessa barca: Così si fanno danni anche agli onesti»

Alfredo Faetti

Per Cia e Coldiretti tra chi ha acquistato olio contraffatto c’è chi non sapeva nulla della sua provenienza vista la falsificazione dei certificati

2 MINUTI DI LETTURA





grosseto. Il danno provocato non è soltanto d’immagine, ma va ad incidere anche all’interno della filiera dell’olio.

Ne sono convinte le associazioni di categoria, a seguito di quel che è emerso dalla chiusura delle indagini da parte della Procura di Grosseto che ha portato a 31 indagati. «Occorre capire se all’interno della filiera ci sono dei produttori danneggiati da questo sistema – dice Paolo Giannini, direttore Coldiretti di Grosseto – È possibile che un’azienda abbia acquistato da un’altra un prodotto contraffatto senza però poterlo sapere, vista la falsificazione dei certificati».

Lo stesso concetto espresso da Enrico Rabazzi, direttore della Cia grossetana, che parla di vittime e carnefici. «Da ciò che sta emergendo dalle indagini partite due anni fa – dice – nel registro degli indagati sono finiti tutti i soggetti che hanno avuto rapporti con alcune strutture che portavano avanti questo raggiro. Quindi dentro ci sono vittima e carnefice».

Quel che è certo è che le associazioni di categoria degli agricoltori chiedono pene severe per chi verrà ritenuto colpevole di questa frode. «Vedere persone senza scrupoli approfittarsi del rango e del nome che tanto i nostri agricoltori si sono guadagnati a livello mondiale – dice il direttore di Confagricoltura Grosseto Paolo Rossi – mette a repentaglio le eccellenze come l’olio d’oliva extravergine, di cui la Toscana, e la Maremma in particolare, è terra particolarmente vocata».

Un punto su cui la categoria è compatta. «Auspichiamo che la magistratura faccia chiarezza sulla vicenda e chi ha sbagliato è giusto che paghi – continua Rabazzi – perché così si va ad incidere pesantemente su qui poveri olivicoltori che si spaccano la schiena dalla mattina alla sera per fare questo olio toscano per poi trovare sugli scaffali lo stesso prodotto a prezzi non concorrenziali che non possiamo raggiungere, viste le spese che dobbiamo sostenere».

La chiusura delle indagini rappresenta quindi un’occasione per ribadire l’importanza dei controlli sulla tracciabilità del prodotto, anche questi perfezionabili. «Come associazioni chiediamo, così come per la pasta, controlli precisi, come quelli basati su ricerche molecolari che facciano capire la provenienza dell’olio – conclude Rabazzi – Oggi si riesce ad avere metodi ad essere più puntigliosi e precisi». — Alfredo Faetti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore