Toscana
Vanno via con mille euro di vestiti e scarpe non pagati
Sotto processo per truffa una coppia veneta, che nel settembre 2017 aveva anche fatto portare spumante e stuzzichini nel negozio
MASSA MARITTIMA. Si erano presentati in due, un uomo e una donna, nel negozio di abbigliamento Ugolini un giorno del settembre 2017. Avevano fatto ordini di indumenti vari (40) per 4.600 euro, avevano fatto portare dal bar un vassoio di stuzzichini e una bottiglia di spumante per festeggiare il compleanno di lui, erano rimasti lì dentro per tre ore chiacchierando un po’ di tutto, erano andati via e lui aveva ottenuto di potersi lasciare addosso abiti e scarpe per 1.042 euro, con la promessa di tornare per pagare tutto.
Il pagamento non era avvenuto e per questo motivo il titolare Alessandro Ugolini aveva sporto denuncia, i carabinieri avevano svolto indagini. Sono così imputati per truffa Massimo Rossi, 37anni, Cristina Pasello, 43, entrambi veneti. A ricostruire i fatti, davanti al giudice Marco Bilisari, è stato ieri lo stesso proprietario del negozio di via della Libertà, che aveva assistito alla parte finale di quel 23 settembre, mentre inizialmente c’erano anche la compagna e la commessa: «Max, così si era presentato dicendo di essere un collezionista d’arte - ha detto Ugolini rispondendo al pm onorario Fidelia Dompetrini - aveva proposto di pagare con un bonifico e di avere subito la merce. Io ero d’accordo per il bonifico ma l’importo era consistente e io gli avevo proposto di tornare l’indomani per consegnargli la fattura. Lui si disse d’accordo, poi chiese: “Siccome fuori è freddo, posso tenere addosso questi capi?”. E io acconsentii, anche perché mi sembravano persone per bene, che tra l’altro fecero nomi di persone di Massa Marittima. Aveva una giacca, dei pantaloni, una camicia e delle scarpe».
Il 26 era tornata lei, la Pasello, chiedendo di poter prendere alcuni capi. «La fattura era pronta ma c’era un errore sullo sconto. Io mandai per whatsapp a Max la fattura esatta, lei andò via con due giacchetti per 500 euro. In tutto, 1.042 euro nei due giorni. Passava il tempo e io avevo la merce ordinata ferma perché il pagamento non arrivava. Così chiamai Max. Poi mi chiamò il direttore della mia banca, dicendomi che l’aveva chiamato il direttore della banca di Max spiegandogli che il pagamento era stato fatto e che l’avrei visto solo fra qualche giorno». Quei, soldi, ha detto Ugolini, non li ho mai visti. E forse, ha aggiunto, la telefonata al direttore di banca non era stata fatta da un suo collega.
Il titolare del negozio ha poi riconosciuto nelle foto che gli sono state mostrate le due persone imputate (entrambe assenti in aula): più sicuro su Max, meno su Cristina («l’ho vista meno»). Acquisite le sommarie informazioni testimoniali della commessa, nella prossima udienza il giudice ascolterà la compagna di Ugolini. Poi la discussione. L’appuntamento è per settembre. —
Pierluigi Sposato
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