Il Tirreno

Grosseto

nel centro storico  

«Pronto, ora metto una bomba». È allarme

Giovanna Mezzana
Agenti della polizia di Stato davanti alla Camera di Commercio per l'allarme bomba (Foto Agenzia Bf)
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Agenti della polizia di Stato davanti alla Camera di Commercio per l'allarme bomba (Foto Agenzia Bf)

Telefona al 113 e annuncia di voler piazzare un ordigno alla Camera di Commercio. Fermata e denunciata: è una 58enne

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GROSSETO. Telefona al 113 e annuncia di voler mettere una bomba nella sede della Camera di Commercio, nel cuore del centro storico. Scatta l’allarme. Gli uomini della Digos arrivano in via Cairoli, e ci mettono poco a scoprire che di ordigni non ce ne sono. E nel giro di poco intercettano anche il responsabile: lo pedinano e poi lo fermano. Si tratta di una donna di 58 anni – “ingannata”, ripresa dalle telecamere – che è stata denunciata per procurato allarme.

la telefonata

Sono le 8.30 di martedì 19 marzo quando al 113 giunge una telefonata. Si sente una voce dal tono basso che farfuglia, ma il messaggio – che parte un po’ confuso – alla fine arriva al dunque. Dice qualcosa del genere: «Ora metto una bomba alla Camera di Commercio». Così scatta l’allarme. Tra via Cairoli e piazza Baccarini arrivano sia gli uomini della Digos che quelli delle volanti: alcuni agenti pattugliano la zona nelle vicinanze dell’ente camerale, altri entrano nella sede. E la fanno chiudere al pubblico in via precauzionale. Cominciano le domande al personale e partone le verifiche.

l’allarme

Intanto l’arrivo della Digos e delle volanti di fronte alla sede della Camera di Commercio, presto, di mattina, non è passato inosservato: «Forse c’è una bomba alla Camera di Commercio» si mormora per strada e in qualche bar con grande incredulità.

tutto sotto controllo

Il responso della verifica degli agenti arriva nel giro di breve: di ordigni esplosivi alla Camera di Commercio non ce ne sono. Non resta che trovare il responsabile della telefonata al 113. Chi può aver avuto interesse a procurare un simile allarme? E poi perché mettere nel mirino la Camera di Commercio? Lo si saprà nel giro di breve.

occhi elettronici

Gli agenti della Polizia di Stato ci mettono poco a scoprire che la chiamata al 113 è partita da un telefono che si trovava nelle vicinanze dell’“obiettivo”, l’ente camerale: è quella è una zona supermonitorata da occhi elettronici. Così scandagliano le immagini delle telecamere e individuano una donna che si trovava lì in un orario compatibile con quello della telefonata-minaccia. Gli agenti inviano la descrizione dell’indiziata alle pattuglie.

fermata e denunciata

Passano pochi minuti e la Digos la rintraccia: è in centro, si è mossa di poco. È all’inizio di corso Carducci: ma quella è una zona di via-vai e si preferisce non intervenire. Meglio pedinarla: viene seguita a piedi fino alla fine di via Matteotti dove, all’incrocio con Via Mameli, viene fermata. E che fa? Butta a terra (per liberarsene) un artificio pirotecnico. È una donna di 58 anni, già conosciuta alle forze dell’ordine. È stata denunciata per procurato allarme. –


 

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