Il Tirreno

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Pediatria, impegno Asl per garantire il servizio senza interruzioni

Fiora Bonelli

Ma i sindaci chiedono alla Regione una nuova legge e la revisione degli ambiti con nuove aggregazioni 

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Pace fatta, ma “armata” fra i sindaci amiatini e l’azienda sanitaria, incalzata sul servizio di pediatria. E intanto i sindaci chiedono alla Regione nuove leggi a tutela delle zone interne.

La questione che ha messo i sindaci di Roccalbegna, Semproniano e Castell’Azzara in allarme è stata l’eliminazione del servizio di pediatria dai tre paesi amiatini. I sindaci dunque si sono mossi e nel corso della riunione coordinata dalla Società della Salute che si è tenuta lunedì, la Asl sud est ha garantito la presenza del pediatra in attesa dell’individuazione di un nuovo professionista. Intanto si è costituito il tavolo di programmazione per chiedere politiche di sostegno ai Comuni montani e dell’entroterra. All’incontro, a cui erano presenti il presidente della Società della salute grossetana, i sindaci della zona Amiata grossetana, il direttore di distretto, il capo dello staff della direzione sanitaria e il direttore delle convenzioni con i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta, c’erano anche rappresentanti dei sindacati confederali.

«L’Azienda sanitaria – spiega Giacomo Termine, presidente della Società della salute – si è impegnata a garantire il servizio nel periodo che intercorre tra le dimissioni del professionista in carico e l’indizione di una selezione per un nuovo pediatra. Ma per evitare che situazioni del genere si ripetano è necessario concertare azioni condivise e richiedere un maggiore impegno da parte della Regione».

Dal canto loro, i sindaci di Semproniano Luciano Petrucci e di Roccalbegna Massimo Galli spiegano: «È imminente la pubblicazione di due bandi per pediatri, uno per Pitigliano e uno per l’Amiata. Abbiamo chiesto che l’azienda si assicuri che quello per l’Amiata voglia svolgere servizio anche nei nostri paesi. Perché se vogliamo che l’Amiata resti in vita, bisogna assicurare i servizi essenziali come la pediatria. Il fatto è – dicono – che i nostri cittadini devono muoversi per accedere a tutti i servizi. Quello che c’è viene tolto. Cosa si vuol fare della montagna? Chiuderla?».

Nell’incontro di lunedì, i sindaci dei Comuni amiatini, in accordo con i sindacati, hanno deciso anche di chiedere una nuova legge regionale per favorire la presenza dei servizi nei territori dell’entroterra e aumentare il contributo procapite, per le spese, sanitarie anche per i comuni più piccoli. In questo modo – spiega Termine – speriamo di interrompere un circolo vizioso: le zone interne si spopolano e quindi godono di minori fondi a disposizione per servizi e prestazioni e, allo stesso tempo, la decisione di molte persone di trasferirsi verso aree più popolose è legata anche alla scarsità dei servizi riscontrata». La richiesta dei Comuni dell’Amiata grossetana è quella di rivedere gli ambiti, anche alla luce dell’unificazione delle zone distretto, in modo da rendere più facile e più appetibile per i professionisti del territorio la permanenza anche in zone dell’entroterra. In altre parole si tratterebbe di aggregare Cinigiano a Campagnatico e Civitella, Castell’Azzara a Sorano e Pitigliano, mentre Semproniano e Roccalbegna resterebbero con Castel del Piano. «In questo modo – dicono i sindaci Petrucci e Galli – l’area sarebbe più “leggera” e la pediatra potrebbe venire anche da noi».

«Speriamo – conclude Termine – che la Regione accolga le nostre richieste e che si arrivi, grazie anche all’impegno dell’Azienda sanitaria e delle organizzazioni sindacali, a garantire la presenza del pediatra in tutti i Comuni della montagna». —



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