Il Tirreno

Grosseto

consiglio comunale 

Adottata la variante per il verde pubblico

; Enrico Pizzi
Adottata la variante per il verde pubblico

Rossi: «superfici modeste». Ma Mascagni contesta Caso Borgo, l’assessore attende eventuali osservazioni

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. La variante è stata adottata – il consiglio comunale lunedì l’ha votata a maggioranza – e circa un ettaro e mezzo di verde pubblico, in sei diverse aree della città, sarà trasformato in tessuto urbano per poter essere venduto. Quei terreni non servono al Comune, che però spende per la loro manutenzione. Potrebbero, invece, servire ai residenti delle abitazioni adiacenti che, acquistandoli, potrebbero ampliare o realizzare i propri giardini privati. In ogni caso, al momento, non sarebbero edificabili.

Le aree in questione sono «di modesta superficie» e l’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi fa notare che disfarsi di queste aree, per il Comune, non significa incidere in modo significativo sugli standard di verde pubblico, dal momento che nel Comune di Grosseto il verde pubblico è, in media, circa 35 metri quadrati per abitante, mentre la soglia minima sarebbe di 9 metri quadrati per abitante. Il capogruppo del Pd Lorenzo Mascagni non ha nascosto le proprie perplessità: oltre a contestare l’opportunità di una variante proprio mentre ci si prepara a rivedere tutto il piano regolatore, ha espresso il timore che possa essere un cavallo di Troia che consenta, in futuro, non essendoci vincoli di inedificabilità come è per il verde pubblico, che altre varianti possano prevedere volumetrie in quelle porzioni di terreno più capienti. Non tutti i terreni in questione, infatti, sono così marginali. Potrà essere marginale il verde pubblico lungo viale Caravaggio, quello nella zona dell’Alberino e del “Parco del Fiume Ombrone”, nella zona di via Cipro e lungo via Svizzera, ma ci sono terreni importanti lungo via Perù e nella “Lottizzazione Il Borgo”.

Su quest’ultima area, poi, il capogruppo di Casapound Gino Tornusciolo ha sollevato un problema ulteriore. Tra i pezzi di verde pubblico interessati dalla variante c’è anche il grande giardino posto al centro di quel condominio di villette. Il fatto che sia un giardino pubblico impedisce al condominio di tenere chiuso il cancello di accesso, ma, allo stesso tempo, la privatizzazione dell’area – ha rilevato Tornusciolo – potrebbe creare qualche problema ai condomini, nel caso in cui, per esempio, non tutti i condomini partecipassero all’acquisto. Una volta che la variante sarà pubblicata, ci saranno 30 giorni per le osservazioni e – spiega l’assessore Rossi – è in questa sede che potrebbero arrivare le contestazioni, ma potrebbe anche arrivare la richiesta di aggiungere, alla variante, altre aree di verde pubblico da privatizzare. —

Enrico Pizzi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa