La manifestazione
Il Pd contro l’antenna difende il sindaco
La realizzazione del ripetitore non piace ma per il partito la responsabilità è soltanto della giunta precedente
gavorrano. A Gavorrano cresce l’attenzione sul caso dell’antenna di 34 metri che è in fase di costruzione all’interno del parco della Finoria. Nei giorni scorsi è nato un comitato contro il traliccio e in tanti, anzi tantissimi, hanno manifestato la propria contrarietà alla costruzione dell’antenna.
Un dissenso che ha portato molti cittadini a chiedere al sindaco Andrea Biondi di mettere in campo tutte le azioni possibili, sia legali che non. Oggi il Pd di Gavorrano torna sulla questione rimarcando la propria posizione. I rappresentanti del partito esprimono la propria contrarietà all’installazione del traliccio ma si dicono anche «consapevoli del fatto che una pur doverosa presa di posizione non comporti lo stop alla realizzazione attualmente in corso». «Siamo, questo sì, da sempre favorevoli alla risoluzione di una problematica più volte manifestata da operatori turistici e cittadini – dicono – come la debole e in alcuni casi assente, copertura di segnale nel nostro comune». E il Pd spiega: «Nella scorsa legislatura partendo dalla volontà politica di risolvere la problematica della mancanza di segnale nel nostro comune da un lato e evitare il proliferare indiscriminato di antenne dall’altro, condividemmo la necessità di regolamentare la questione e poter esercitare un controllo pubblico su tali installazioni. Questo fu l’indirizzo politico che fu dato all’allora sindaca Iacomelli, nonché assessora all’urbanistica, da tutta la maggioranza, affinché venisse redatto un Piano che regolamentasse tale materia – dicono – Con questi obiettivi e finalità chi poteva dirsi contrario? Tutt’oggi siamo convinti che regolamentare la materia sia stata una scelta lungimirante».
Secondo il Pd, senza il piano il Comune avrebbe assistito all’installazione di antenne in ogni frazione del comune, su tetti e terreni privati. La colpa però viene addossata alla precedente prima cittadina: «Va da sé che gli indirizzi politici poi vanno tradotti in atti amministrativi – dicono – È fin troppo evidente che negli adempimenti successivi, nella traduzione pratica della volontà politica da noi espressa, questa supervisione è mancata: le responsabilità sono fin troppo chiare e sono state ben individuate alle ultime elezioni». Il partito appoggia la scelta del sindaco Andrea Biondi di non compiere atti illegittimi. E concludono: «Imputare oggi a Biondi la mancanza di coraggio per il mancato stop ai lavori ha del grottesco: non si può chiedere tranne che andare contro la legge». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
