Gioco
Dalla Maremma all’Europa Tante occasioni oltre la cultura
Studenti da tutto il mondo che soggiornano in provincia e fondi erogati da Bruxelles: come il territorio può guadagnare dalla Storia
LA STORIA
Dalla minuscola Maiano Lavacchio all’Europa. Il progetto di Casa della memoria futura ha un respiro che travalica i confini provinciali e nazionali e apre il territorio a interessanti opportunità, non solo culturali, di ricerca e storiche. Partendo da queste ultime, la “piccolissima” storia degli undici ragazzi vittime della strage fascista del 1944 può a buon diritto salire alla ribalta europea perché è una storia di violazione dei diritti umani. E oggi, in un momento in cui si rafforzano gli estremismi e la Memoria rischia di annacquarsi, c’è bisogno più che mai che l’Europa ricordi e rifletta. Con questa premessa l’Isgrec ha da subito inserito il progetto di Casa della memoria al futuro in un circuito europeo, che la rende parte della rete delle memorie europee, grazie al lavoro della professoressa Luciana Rocchi dell’Isgrec e dell’architetto Edoardo Milesi, che ha firmato e donato il progetto di rifacimento dell’ex scuola.
L’arrivo degli studenti spagnoli, tedeschi e croati con il progetto Erasmus Plus “Our memories and I”, a novembre, ne è un esempio. Lo sforzo, d’altro canto, ha prodotto un risultato che va ben oltre il piano storico. La proiezione europea ha infatti regalato al progetto e alla Maremma grande visibilità oltre confine.
«Molti degli studenti stranieri che sono venuti a Grosseto, hanno poi deciso di venire a passare le vacanze qua», spiega Rocchi. «Per non parlare dell’accoglienza che ha coinvolto strutture ricettive e locali per il loro soggiorno», aggiunge. Insomma, la Casa della memoria al futuro, che sarà capace di attirare studenti e ricercatori, può far da calamita anche per il turismo. Ma non finisce qui.
Lo scorso 1º febbraio l’Isgrec ha presentato alla Commissione europea un importante progetto, “Eutopias. Da Ventotene alla crisi attuale, voglia di nuove utopie”, il primo in cui l’Istituto figura come capofila, e che mette a disposizione 95mila euro di finanziamento. Il progetto è stato giudicato tecnicamente corretto, ma solo a settembre si saprà se sarà finanziato. Ad ogni modo sono 95mila euro in ballo che potrebbero arrivare sul territorio grossetano attraverso il canale della cultura. «E per quanto mi risulti – spiega Rocchi – questo è il primo progetto sulla cultura mai stato presentato in Europa da Grosseto». — F.F.
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