Il Tirreno

Grosseto

oggi in consiglio comunale 

Il Comune vende sei aree verdi «Il parchetto diventa privato»

Gabriele Baldanzi
Il Comune vende sei aree verdi «Il parchetto diventa privato»

Una è lungo viale Caravaggio, altre nel Peep dell’Alberino e al Parco dell’Ombrone E poi ce n’è una al centro residenziale Il Borgo che entra nel mirino di Tornusciolo 

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Oggi in consiglio comunale, nella miriade di punti all’ordine del giorno, spicca una variante al regolamento urbanistico che individua e trasforma alcune aree di verde pubblico in tessuto edilizio. Così facendo l’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi sottopone al consiglio un’idea, un obiettivo che l’amministrazione comunale dettaglia già negli atti preparatori, cioè avviare la dismissione (e monetizzazione) di aree di verde pubblico – di dimensione non significativa e di difficile effettiva fruizione pubblica – a favore di privati confinanti. Verde pubblico che diventerà a tutti gli effetti tessuto urbano, senza però la possibilità di definirvi nuovi lotti per una trasformazione edilizia.

Le aree a verde pubblico interessate dalla variante sono sei: una, piuttosto ampia, in viale Caravaggio; poi le zone interne e perimetrali della lottizzazione “Il Borgo”; altri lotti di verde pubblico nel Peep dell’Alberino e nel vicino parco del fiume Ombrone; infine spazi verdi che circondano appartamenti e attività in via Svizzera, via Perù e via Cipro.

Ma l’interesse della politica pare appuntarsi soprattutto sulla particella 585, situata al centro del Borgo, in pratica un parco pubblico fino a oggi curato dai residenti e che, a seguito della variante, potrà essere messo a bando e, come detto, acquistato da privati.

Ad accendere i riflettori su questa operazione, ieri, è stato il consigliere comunale di CasaPound Gino Tornusciolo. «Cedere ai privati aree a verde pubblico come quella del Borgo – attacca – è inconcepibile. Il parchetto, una volta di proprietà di privati, sarà recintato e reso a uso esclusivo, togliendo così la possibilità a 100 famiglie di usufruire di un bene pubblico. L’alternativa è formare una cordata con tutti i residenti, che saranno così obbligati a acquistare l’area, accollandosi, oltre alla manutenzione, le tasse che vi gravano sopra. In pratica, nel caso, i cittadini dovranno sostituirsi al Comune di Grosseto per gestire un bene di interesse collettivo».

Tornusciolo condivide lo spirito della delibera finché si tratta di lotti piccoli e a limitatissimo uso pubblico. «In questo caso posso capire che si venga incontro all’interesse a un duplice interesse, coincidente: quello del Comune di incassare e quello di un privato confinante che, per fare un esempio, intende allargare il giardino. Mi sta bene. Al Borgo, però, è un caso diverso…».

Tornusciolo pone a Rossi e all’amministrazione comunale di Grosseto delle domande ben precise: «Se uno dei circa cento condomini del Borgo non ha la disponibilità economica per far fronte alle spese per compartecipare all’acquisizione, cosa succede? O peggio ancora: se un condomino fa un’offerta superiore alla cordata dei residenti, comprandosi l’area e vietandone l’accesso, non si compie forse un torto nei confronti di chi vive in quest’area residenziale e se ne è preso cura fino a oggi? Come si può pensare che un’area a verde pubblico ubicata in un quartiere residenziale venga venduta a privati dal Comune?».

Secondo CasaPound si tratta di una «leggerezza politica» che non può passare in sordina. Tornusciolo oggi, in consiglio, si batterà perché la variante non passi con certi criteri. —

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