Attenzione
Follonica piange Bigongiari, ex dirigente comunale
Se n’è andato all’improvviso, avrebbe compiuto 70 anni. Aveva diretto il settore Patrimonio
FOLLONICA. La città del golfo in lutto: ieri mattina è scomparso Federico Bigongiari, ex dirigente del Comune di Follonica, compagno di Miria Magnolfi, direttrice della Biblioteca della Ghisa.
Avrebbe compiuto 70 anni tra poche settimane il professionista, originario di Poppi, un paese dell’Aretino.
Per un periodo molto lungo, Bigongiari ha diretto il settore Patrimonio e finanze del municipio follonichese, fino a quando è andato in pensione alcuni anni fa. Un uomo di cultura, sempre disposto al confronto, professionale e gentile. Era molto apprezzato dai colleghi del palazzo comunale: con la compagna Miria, anche lei persona di spessore, aveva in comune molti interessi. Una coppia affiatata, molto unita.
Bigongiari è morto all’improvviso nella casa che condivideva con la compagna: un malore l’ha portato via all’affetto dei suoi cari. Chi lo conosceva racconta che qualche avvisaglia c’era stata, ma certo nessuno si aspettava che domenica mattina a Follonica arrivasse una notizia così triste.
Attivo sui social, sulla sua pagina Facebook si leggono commenti a fatti di cronaca e dibattiti attuali: l’ex dirigente era una persona attenta, alla quale piaceva confrontarsi con gli altri, un uomo che amava andare oltre per immaginare un mondo migliore.
Il sindaco di Follonica, Andrea Benini, lo ricorda con molto affetto. «Una persona di grande intelligenza e cultura, un uomo saggio, equilibrato, perbene – spiega il primo cittadino della città del golfo, che ieri pomeriggio è stato a trovare la moglie Miria – È stato un grande dirigente di questo Comune, cittadino attento, puntiglioso, che sapeva guardare con uno sguardo critico e mai banale le cose della città, ma anche assumere un respiro alto, proponendo spesso riflessioni e spunti di un respiro ormai raro».
Benini racconta che quando incontrava l’ex dirigente e aveva qualcosa da dirgli, lo prendeva a braccetto e camminavano. «Facevamo lunghe chiacchierate – racconta Benini – in cui non lesinava critiche e osservazioni, amava conversare e confrontarsi, chiacchierate in cui cercava di trasmettere in modo leggero e accorato allo stesso tempo, la sua grande esperienza lavorativa e professionale, con piccoli suggerimenti ma anche spalancando mondi, magari con una battuta o una considerazione sull’ultimo libro che aveva letto o sull’articolo che aveva commentato su Facebook. Fondamentalmente un grande uomo, buono, di intelligenza sottile, che amava profondamente la sua città, amava studiare, leggere, parlava con tutti, era stimolante confrontarsi con Federico, e era assolutamente devoto a Miria».
I funerali saranno celebrati domani alle 9,30 nella chiesa di San Leopoldo: sarà solo una benedizione senza cerimonia.
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