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allarme predazioni 

Due ibridi arrivati nella riserva del Monte Labro

Fiora Bonelli
Due ibridi arrivati nella riserva del Monte Labro

Staranno in un recinto. Insorge il Comitato dei pastori: «Ci sentiamo presi in giro, avevamo chiesto di esserne liberati»

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Sono arrivati due lupi (o ibridi) al parco faunistico di Monte Labro. E si riaccendono le polemiche da parte dei pastori, mentre le istituzioni ribadiscono l’itento di salvaguardare le greggi. In generale, fra gli allevatori, la posizione dominante è quella contraria alla reintroduzione dei predatori al parco. Ma c’è anche chi, invece, non la vede di cattivo occhio e c’è ancora chi, come Claudio Ceroni, cinigianese, capofila di una cordata che sta lottando da tempo per liberare il territorio dagli animali selvatici, allarga il ragionamento: «Dopo che sono spariti gli uffici postali, si sono ridotti i servizi sanitari e sociali, si sono assottigliati i residenti, dopo che le imprese chiudono e gli allevamenti si dimezzano, ecco, finalmente, sono arrivati i lupi (ibridi? ). Così l’Amiata si risolleverà di certo».

Dal canto suo, il Comitato Pastori d’Italia, per bocca della presidente Mirella Pastorelli e dell’allevatore di Monte Labro Giacomo Franceschelli e anche di Giovanni Barbagli che del comitato fa parte, sbotta: «Siamo tutti basiti e increduli – dicono – Ci sentiamo presi in giro dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune. Avevamo chiesto di catturare lupi e ibridi e portarli via da un territorio dove sono aziende e greggi e invece ce li ritroviamo in casa. E ci chiediamo: chi li manterrà? Con quali soldi? Staranno dentro i recinti? Certo che non ci fa piacere averli alle porte di casa, anche perché lupo chiama lupo e potremmo vedere arrivarne altri, più di quanti non ve ne siano già».

Diverso, invece, il ragionamento dell’allevatore di Stribugliano Dante Ricciardi: «Sono favorevole – dice – al fatto che ibridi e lupi catturati qui in zona vengano portati dentro il recinto del parco. Non sono d’accordo invece, che ci vengano messi tutti quelli catturati chissà dove, perché il proliferare di animali selvatici non porta di certo beneficio a chi vi abita intorno e alleva animali. E poi sono favorevole perché il parco potrebbe candidarsi, a mio avviso, ad essere una sorta di laboratorio dove ricreare il dna del lupo appenninico vero. Speriamo che comunque l’operazione porti frutti».

I I due “ lupi” arrivati al Parco Faunistico pare siano stati catturati in Toscana e dunque, se sono stati catturati, devono essere necessariamente ibridi, perché il lupo puro non può essere prelevato. «Con questa operazione – spiega il sindaco di Arcidosso Jacopo Marini – vogliamo fare in modo di liberare il territorio da questi animali selvatici che danneggiano gravemente le greggi e mettono a rischio la stessa sopravvivenza delle aziende. Crediamo di dimostrare in questa maniera di essere dalla parte degli allevatori. La recinzione del parco è stata completamente ristrutturata e di lì non è mai uscito un lupo. Se qualcuno dice il contrario esibisca le prove. Oltre al ripristino delle reti abbiamo anche ultimato il sentiero natura del Parco».

E chiude: «L’intento è di mettere nel recinto i lupi e gli ibridi che stanno fuori e non di far uscire quelli che sono dentro e salvaguardare così la nostra pastorizia». —



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