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Se ne va, poi ci ripensa Ma il posto non c’è più

G.S.
Se ne va, poi ci ripensa Ma il posto non c’è più

Un dipendente comunale voleva tornare dopo la mobilità L’assessora: «La riorganizzazione la farà la nuova giunta»

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scarlino. È un caso intricato quello che riguarda un impiegato comunale di Scarlino che prima ha partecipato a una selezione per ottenere il trasferimento in un’altra sede, poi, pentito, ha provato a recuperare il suo vecchio posto di lavoro senza però riuscirci.

Il caso è stato segnalato dalla federazione provinciale di Grosseto dell’Unione sindacale di base di cui l’ex-dipendente è un attivo dirigente. L’impiegato nella scorsa primavera ha vinto una selezione per un posto di lavoro in un’altra sede ed ha quindi lasciato il suo ufficio all’interno del Comune. «Immediatamente il Comune ha pubblicato un apposito bando», spiega Usb.

L’unico idoneo ha però rinunciato a prendere servizio e il posto è rimasto scoperto. A novembre esce un secondo bando e contestualmente richiama l’ex dipendente per il tempo necessario a concludere la selezione. Accade però un imprevisto: l’ex dipendente in questione, non soddisfatto del suo nuovo lavoro, decide di partecipare alla selezione. Si classifica al secondo posto ma, nonostante la rinuncia del primo della graduatoria, a lui il posto non è mai toccato: «Il Comune di Scarlino, invece di scorrere la graduatoria, si paralizza chiudendosi in un silenzio che si protrae da due mesi – dice Usb – e a nulla valgono due solleciti presentati dall’interessato e poi dal suo legale. Nel frattempo, il posto continua a rimanere vacante e l’ufficio di destinazione, prima tanto attenzionato da meritare ben due concorsi consecutivi piomba in uno stato di sofferenza». Per l’Usb si è trattato di una vera e propria discriminazione sia personale che sindacale.

«La scelta di bloccare tutto è stata data essenzialmente da esigenze di gestione associata con gli altri comuni Gavorrano e Follonica – spiega l’assessora al personale Francesca Mencuccini – Il delegato Usb lo sa benissimo. Ovviamente, a pochi mesi dalla scadenza del mandato, è stato deciso di lasciare alla futura giunta la decisione della riorganizzazione gli uffici».

Mencuccini afferma poi che l’ufficio non è in sofferenza. «Pare molto strano che un dipendente del Comune di Scarlino si renda conto, solo dopo aver chiesto e ottenuto la mobilità in altro Comune, che forse a Scarlino così tanto male non di stava, decidendo, quindi, a tutti i costi di rientrare subodorando una discriminazione in quanto delegato sindacale. Si dia pace – conclude l’assessora – riusciremo a mandare avanti il Comune anche senza la sua preziosa collaborazione». — G.S.

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