Il Tirreno

Grosseto

saturnia 

Predazioni, il pastore Manini si autocandida come consulente

F. B.

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saturnia. La Regione Toscana riflette sugli indennizzi per le predazioni a danno dei pastori e il presidente del Consorzio Agnello Igp si offre come consulente. Mentre è in corso la discussione che si spera porti a indennizzi che rendano giustizia agli allevatori che hanno subito perdite, si fa avanti e si mette a disposizione della politica Virgilio Manini, presidente del Consorzio di Tutela dell’Agnello del Centro Italia Igp, allevatore di Saturnia, che ha lavorato per anni perché l’agnello allevato nel Centro Italia acquisisse il marchio europeo. Lui è sicuramente uno fra i maggiori esperti in materia, sia a livello pratico che teorico: «È necessario – sottolinea – che la Regione Toscana nel definire gli indennizzi distingua fra predazioni subite in allevamenti a miglioramento genetico e in allevamenti generici. Sulle produzioni ci sono dati reali, rilevati da ricercatori universitari per il ministero dell’agricoltura, che riguardano le produzioni di allevamenti selezionati, la prolificità e tutti gli altri elementi di cui tenere conto. Io – specifica Manini – sul terreno del miglioramento genetico ci lavoro da circa 40 anni e siamo il primo gruppo in Italia a certificare Igp».

La zona di produzione dell’Agnello del Centro Italia Igp interessa tutto il territorio delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana e Umbria; gli interi territori delle province di Bologna, Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna nonché parte delle province di Modena, Reggio Emilia e Parma, nella regione Emilia-Romagna.

L’Agnello del Centro Italia Igp è una carne di particolare pregio, che deve le sue peculiarità al profondo legame con il territorio e alla grande professionalità ed esperienza degli allevatori.

La costante e attenta selezione di tipi genetici storicamente presenti nell’Appennino centrale, infatti, ha portato all’ottenimento di capi con un accrescimento ponderale molto rapido, che si traduce in una resa alla macellazione più elevata rispetto a razze allevate altrove.

Gli agnelli vengono alimentati esclusivamente con latte materno fino allo svezzamento. In seguito è ammessa un’alimentazione a base di foraggi, costituiti da essenze spontanee di prati e di prati-pascolo, da leguminose e/o graminacee provenienti dalla zona geografica riconosciuta come esclusiva di produzione; gli animali vengono infatti allevati all’aperto, liberi di pascolare, per almeno otto mesi all’anno. –

F. B.

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