Sicurezza
Cattivi odori in città Domani dibattito in consiglio comunale
Ordine del giorno presentato dai capigruppo di centrodestra a causa dell’intensificarsi delle proteste degli abitanti
In città, in alcune giornate, si avvertono maleodoranze sconosciute fino a un decennio fa. Anche nel corso di questa settimana si registrano segnalazioni e proteste di cittadini. Giovedì sera, per esempio, nella zona Sud-Est di Grosseto – Casalone, Alberino, Sterpeto, fino al Tribunale – la puzza era insopportabile. Ieri di nuovo proteste.
Il tema, più volte approfondito dal Tirreno, è di stringente attualità e ormai ci sono pochi dubbi riguardo alla provenienza di certi miasmi. Il consiglio comunale in programma domattina affronterà la questione e la dibatterà in modo approfondito, raccogliendo un’esplicita richiesta di cittadini e comitati. A dire il vero il punto all’ordine del giorno porta la firma dei 4 capigruppo del centrodestra. «Il territorio comunale – si legge nel documento preparatorio predisposto dal Comune di Grosseto – a seguito dell’erogazione di incentivi economici da parte del Governo e dell’Ue, è stato interessato dalla realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (biomasse), abilitati mediante un’autorizzazione energetica rilasciata a suo tempo dall’amministrazione provinciale, allora autorità competente, oggi sostituita dalla Regione Toscana».
«Negli anni – prosegue il documento – sono giunte in municipio e all’Arpat segnalazioni di maleodoranze nell’abitato di Grosseto, derivanti potenzialmente dalle seguenti fonti di origine: l’impianto di smaltimento di Futura Energia a Le Strillaie; gli impianti a biogas, con annesse operazioni di spandimento del digestato e infine le aziende agricole che effettuano il riutilizzo agronomico dei residui organici degli allevamenti di bestiame». E così il sindaco ha provveduto, due anni fa, a costituire un gruppo di lavoro finalizzato alla valutazione della sostenibilità ambientale degli impianti per la produzione di energia elettrica da biomasse, interessando tutti gli organismi tecnici competenti. La conclusione delle prime sessioni di lavoro è stata perentoria: non esiste un’adeguata normativa riguardo alla valutazione delle emissioni odorigene. Nel frattempo, dopo aver preso contatto con i gestori degli 8 impianti a biogas, segnalando la problematica delle maleodoranze che interessano la città, si è deciso di attivare una campagna di monitoraggio attraverso un organismo tecnico terzo, che però costa troppo: 15 mila euro all’anno per ogni impianto. Chi deve pagare?
Non solo. Va ricordato che il Tribunale di Grosseto ha disposto ordinanze di archiviazione di vari esposti-denunce, pervenuti da cittadini, non rilevando nei confronti dei proprietari degli impianti in questione i contenuti minimi per il rinvio a giudizio. Domani, quindi, i consiglieri voteranno un ordine del giorno, presentato dai gruppi consiliari di maggioranza, in cui si chiedono adeguamenti legislativi da parte della Regione Toscana a seguito delle novità normative per l’emissioni odorigene introdotte con il decreto legislativo 183 del 2017. Questo passo in avanti si è reso necessario proprio per l’intensificarsi delle proteste, da parte dei cittadini, sempre più dettagliate. In molti, anche se non c’è evidenza scientifica, ritengono che le maleodoranze non siano solo impattanti a livello olfattivo, ma anche causa di malesseri fisici. Il coinvolgimento dell’Asl è stato richiesto dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che in qualità di autorità sanitaria locale può adottare adeguati provvedimenti contingibili e urgenti qualora si dovessero ravvisare gli estremi di emergenze sanitarie e di igiene pubblica. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google