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Blitz di Di Giacinto a Cassarello: «Un quartiere tradito»

Giulia Sili
Blitz di Di Giacinto a Cassarello: «Un quartiere tradito»

Stoccata al sindaco Benini  che ha aperto proprio lì il suo ciclo di incontri con i cittadini «Nessun intervento sui miasmi e promesse non mantenute»

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Ripercorrere le tappe dell’avversario politico lasciando il proprio segno: sembra essere questa la cifra stilistica della campagna elettorale intrapresa dal candidato Massimo Di Giacinto.

L’aspirante sindaco di centrodestra ieri mattina ha infatti deciso di iniziare il giro della città partendo esattamente dallo stesso quartiere e dallo stesso bar da dove è partito il tour di Andrea Benini, candidato per il centrosinistra, ovvero Cassarello. Stesso luogo ma anche stesso argomento: i miasmi lamentati dai residenti. Di Giacinto, ha parlato dei cattivi odori e si è poi concentrato sulla manutenzione delle strade e dei marciapiedi, sulla sicurezza e sull’illuminazione. «Cassarello non è un quartiere abbandonato – ha detto Di Giacinto – perché è uno dei rioni più vivi e ricchi di servizi della nostra città per merito di chi ci vive e lavora, ma sicuramente è un quartiere illuso e tradito da anni di annunci e promesse da parte dell’amministrazione comunale uscente».

Durante l’uscita di ieri mattina Di Giacinto è stato accompagnato da alcuni rappresentanti della coalizione di centrodestra che lo sostengono. L’uscita era inaspettata: «Ho voluto partire proprio da Cassarello – afferma – per una piccola anteprima a sorpresa del nostro giro di ascolto e confronto in tutti i quartieri cittadini che partirà tra pochi giorni. Presto annunceremo tutte le date, e naturalmente torneremo anche qui». Già durante la presentazione della sua candidatura, avvenuta lo scorso 2 marzo, Di Giacinto aveva manifestato la volontà di intraprendere una campagna elettorale nel segno dell’opposizione. Ieri ha confermato questa volontà: «Non è un caso se siamo partiti da questo rione – ammette – proprio qui il sindaco Andrea Benini giorni fa ha inaugurato la sua serie di “Caffè con i cittadini”, iniziativa tardiva come peraltro tutte quelle da lui messe in atto nelle ultime settimane. Lungi da me la volontà di seguire le mosse del sindaco uscente, al contrario: ho voluto solo dare un altro piccolo grande segnale per mettere in evidenza tutte le imperdonabili contraddizioni di chi finora ha governato Follonica». E Di Giacinto continua: «È mai possibile che in cinque anni la situazione del quartiere sia rimasta esattamente la stessa, quando non sia addirittura peggiorata? Nulla è cambiato, a partire da quei miasmi che prima avvelenavano l’esistenza di residenti e turisti d’estate e ora si fanno sentire anche d’inverno. In cinque anni un’amministrazione comunale non è stata capace di commissionare e dirigere uno studio serio ed efficiente per comprendere le cause del fenomeno e contrastarle. Qui non si tratta solo di competenze – conclude – è evidente come manchi anche la semplice volontà di risolvere i problemi». —

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