Il Tirreno

Grosseto

«Vuoi vedere che i giovani hanno capito che anche loro possono pretendere di più?»

Claudio Bottinelli Giornalista
«Vuoi vedere che i giovani hanno capito che anche loro possono pretendere di più?»

Claudio Bottinelli, giornalista in pensione, torna con la memoria  a tante manifestazioni viste a Grosseto: «Ma mai tanto imponenti» 

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l’intervento

«Che bello! – ha detto a voce alta una signora non più giovane arrampicata sugli scalini del Duomo per partecipare alla manifestazione per il clima – Una marea così grande di giovani in piazza per affermare le proprie idee e i propri diritti, onestamente non l’avevo mai vista in vita mia, almeno a Grosseto».

È vero, nella mia lunghissima vita di cronista ho avuto modo di seguire, per lavoro, un’infinità di manifestazioni di piazza, di cortei. Però questo che ha visto per protagonisti soprattutto i giovani, a Grosseto come in tante altre città del mondo, è stato a mio ricordo quello più imponente.

Il che mi riempie di gioia, visto il motivo della manifestazione e visto che si è trattato di una iniziativa, come si dice, “trasversale”, non cavalcata, almeno a quello che so, da nessuna forza politica.

Vuoi vedere, mi sono detto mentre sfilavo assieme a quelle centinaia e centinaia di ragazzi fra i quali erano mischiate alcune decine di non più giovani, vuoi vedere che finalmente almeno i giovani hanno cominciato a comprendere che l’epoca dell’uomo posto al centro dell’universo, a scapito di tutto il resto, comincia a essere superata? Che si comincia a farsi largo nelle menti quello che io chiamo un “nuovo Umanesimo”, che pone l’uomo “nella Natura” e non “al centro, padrone cioè della Natura”? Un concetto, il primo, che ha radici nell’antico pensiero greco, rinnovato nel Rinascimento, ma è però degenerato con il passare dei secoli e ha finito col portare ai disastri che hanno caratterizzato il ’900 appena chiuso e sta portando l’intero pianeta alla rovina.

Contro questo protestavano ieri i giovani di tutto il mondo. Grosseto compreso. In cortei colorati e rumorosi senza mai essere però volgari o violenti, in modo civile (cosa anche questa più che apprezzabile) per rimarcare i loro diritti per un futuro migliore.

Tantissimi i cartelli. Quello che mi ha colpito di più è stato un cartoncino piccolo, portato a lato del corteo, quasi con timidezza, rivolto ai grandi (non solo ai politici) di tutto il mondo: «Fate la vostra parte o fatevi da parte». Ed è allo stesso tempo un invito e un monito. Complimenti a chi l’ha pensato e scritto.

«Solo tornando con la mente ai tempi del ’68 ho ricordo di una tale affluenza di gente a una manifestazione», ha commentato un altro non più giovane. «Forse per ritrovare la piazza così piena bisogna risalire ai tempi caldi dei primi anni’ 50, quando tenevano comizi Fanfani o Togliatti. Ma quelle erano manifestazioni organizzate e guidate dai partiti.

Quella di oggi no, almeno non mi risulta. È partita in modo naturale raccogliendo l’invito e lo stimolo di quella ragazzina svedese che ha scosso il mondo, specie quello dei giovani. Insomma, è un’altra cosa. Meno manovrata, e più spontanea.

Mi piace pensarla così, e credo di pensarla giusta. Vuoi vedere che i nostri giovani si stanno svegliando e hanno capito che anche loro possono chiedere e pretendere che chi può deve fare il proprio dovere, e non guardare solo all’interesse del momento, e che altrimenti deve farsi da parte? —

Claudio Bottinelli

Giornalista



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