Il Tirreno

Grosseto

tribunale 

«Sindaco diffamato» aperto il processo

A.F.

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GROSSETO. Quando dal rubinetto ha smesso di uscire l’acqua, non ci ha visto più dalla rabbia e ha riversato tutto il disappunto su facebook attraverso il suo profilo personale. «Come faccio a lavarmi? Come faccio a fare la pasta?», si è chiesto l’uomo sul social apostrofando i dubbi con parolacce. Le sue parole però avevano un destinatario ben preciso secondo la Procura: Massimo Galli, sindaco di Roccalbegna, lo stesso comune in cui vive il 58enne, che nel suo post ha invitato il sindaco a rispondere nel caso ne avesse gli “attributi”, offendendone poi la memoria della madre deceduta. «Rispondi che dovresti pensare a farmi star bene nel mio Comune», si è concluso lo sfogo social dell’uomo. Parole impresse da Galli in alcuni screenshot allegati alla sua denuncia, che è oggi alla base del processo per diffamazione a carico di Gianluigi Vacca, assistito dall’avvocato Gianluca Bassetti. Il giudice Gian Marco De Vincenzi ha ammesso Galli come parte civile (avvocato Riccardo Cavezzini) sia in proprio sia in qualità di sindaco di Roccalbegna: già quantificato un possibile risarcimento in 25mila euro. Secondo l’accusa, il 58enne avrebbe addebitato la colpa del disservizio idrico al sindaco e poi lo avrebbe offeso attraverso il social, che comporta in questo caso un’aggravante all’imputazione in quanto l’offesa è stata recata con un mezzo di pubblicità. Prossima udienza a ottobre. —

A.F.

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